Il futuro che č gią accaduto
Dal 2010 in poi
Cosa ci attende nei prossimi anni? Non è poi così difficile da immaginare
E' iniziato il 2010. Come sappiamo, non abbiamo cominciato a contare gli anni a partire dalla nascita di Cristo dalla nascita di Cristo. Non è un refuso. Intendo dire che abbiamo cominciato molto dopo. Il primo a fissare la data fu un certo Dionigi il Piccolo, un monaco scita, in quello che lui stesso fece essere il 525, avendo stabilito che l'annunciazione (e concepimento di Gesù) era avvenuta il 25 marzo del 753 dalla Fondazione di Roma (ab Urbe Condita), e quindi il Natale era esattamente nove mesi dopo. L'uso però cominciò più tardi, nel VII-VIII secolo. Il primo che usò anche la datazione 'avanti Cristo' fu però Beda il Venerabile, santo e storico anglosassone.
Oggi, il sistema di datazione cristiano è usato il tutto il mondo. E' solo uno dei tanti segni del fatto che la cultura occidentale è la cultura 'ombrello' del pianeta. Uso questa metafora perché oggi è evidente, e lo sarà sempre più nel decennio che inizia ora, che non è più la cultura dominante. L'occidente è la 'scatola' dentro la quale tutte le altre culture si sono poste, ma restano e saranno sempre più evidenti le loro diversità. In primo luogo dovremo studiare e comprendere la cultura cinese, la sua storia, la sua economia, perché la Cina sarà la potenza planetaria dei prossimi decenni, se non dei prossimi secoli. Dovremo estendere la nostra conoscenza a stati come il Kazakhistan, che, con 2,7 milioni di kmq, è il nono paese più grande del mondo. Dovremo ricordare che il grattacielo più alto del mondo è la Burj (in arabo 'torre') di Dubai, alta circa 820 metri.
Benvenuto caro immigrante
Dovremo abituarci a considerare gli immigrati nostri concittadini, come hanno fatto tutti i paesi occidentali. Con una popolazione tanto anziana, molto presto ci renderemo conto che siamo terrorizzati dall'idea che gli immigrati se ne vadano. Lo vedo ogni volta che vado a fare la spesa dal mio fruttivendolo di fiducia, un giovane albanese dal quale dipendono per la spesa quotidiana fedeli clienti dai settanta in su. Presto non solo gli daremo la cittadinanza, ma li colmeremo di attenzioni. Solo loro possono garantire che l'Italia vada avanti.
Presto, molto presto, capiremo che non stiamo uscendo da una crisi ma entrando in un mondo nuovo, che sarà per molto tempo così. Non torneranno più gli anni del boom, perché i cinesi non saranno mai consumatori accaniti come gli americani. Faremo di tutto per vendere i nostri prodotti ai ricchi cinesi, ma loro non sono come i miliardari texani o gli oligarchi russi.
Il risparmio, la lotta agli sprechi, lo sviluppo lento, la difficoltà di risparmiare e accrescere il nostro benessere, saranno costanti della vita quotidiana. “Che fortuna avere un lavoro buono”, diventerà una considerazione comune. Cercheremo lavoro con attenzione e quando lo troviamo faremo di tutto per conservarlo.
In internet passerà tutto. Film, TV, telefono, finanza, shopping, turismo, formazione, lavoro, ecc. Il computer sarà ovunque e non si spegnerà mai. Saremo connessi 24 ore su 24 a tutto il mondo. Un nuovo sistema nervoso collettivo al quale saremo collegati fin da piccoli.
Più poveri e più felici?
In questo mondo, saremo più buoni perché saremo più poveri. Come è noto, la ricchezza produce sicurezza ma anche arroganza. Saremo più buoni perché dovremo dipendere sempre più dagli altri.
Forse saremo più felici, se sapremo compensare la minore disponibilità di risorse con maggiore umanità e saggezza.
In questo mondo, inevitabilmente le religioni si mescoleranno e a volte i loro confini saranno poco definiti, come quando il Papa accomuna astrologi ed economisti, con un ragionamento da vecchio nonno un po' all'antica.
Presto, molto presto, un'intera generazione di ottantenni ci lascerà, e chi ha vissuto la seconda guerra mondiale non ci sarà più. Resterà chi, come la mia generazione, ha sentito i racconti orali della guerra, ma non ci saranno più testimoni oculari. Hitler, Churchill, Mussolini, Roosevelt, la Resistenza, i lager, Jalta ecc, resteranno solo nei documenti storici.
Questo mondo nuovo durerà un po', finché il ruolo di dominio dell'occidente e degli USA non sarà chiaramente tramontato. A quel punto l'occidente passerà, nella migliore delle ipotesi, a un ruolo di guida: culturale, politica, artistica, morale. Ma non più di potere. Nuove multinazionali, nuovi capitali, nuovi stati siederanno con l'Occidente ai grandi tavoli di concertazione del pianeta.
Non essendo né un astrologo né un economista, potete fidarvi... sono previsioni sicure. Anche perché non sono previsioni... E' tutto già successo.
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