I lunatici e il loro poema
Lo spettacolo teatrale ispirato da La voce della luna di Fellini e dal romanzo di Cavazzoni
Marco Bianchini e Roberto Peruzzi ideatori del progetto
Come una sirena attira a sé. Non si può resistere al suo richiamo: si può fuggire lontano, ci si può girare alla larga non per repulsione (ci mancherebbe) ma per il timore di venirne schiacciati, inglobati, permeati fino all’essenza. E poi si finisce inesorabilmente per arrendersi alla sua malia. È successo anche a Marco Bianchini, apprezzato regista e attore teatrale, che da buon artista riminese ha finito per tuffarsi dentro anima e corpo alla fascinazione felliniana. Il suo nuovo spettacolo, I lunatici, prende spunto dal film di Fellini La voce della luna e, a cascata, dal romanzo di Ermanno Cavazzoni “Il poema dei lunatici” che lo ispirò.
“Molti anni fa – racconta Bianchini - ho visto La voce della luna di Federico Fellini. Un film che non è stato considerato tra i suoi più riusciti, ma che personalmente mi ha colpito molto, tanto che sono andato a cercare il libro di Cavazzoni da cui era tratto e mi è piaciuto tantissimo. I registri linguistici, la descrizione dei personaggi, sono tutti elementi che mi hanno fatto desiderare di portarlo in scena a teatro”.
Lo spettacolo I lunatici, ideato da Marco Bianchini e Roberto Peruzzi, andrà in scena al Mulino di Amleto - come un fuori programma della rassegna La nube di Oort - l’8, 9 e 10 gennaio 2010, con la compagnia Banyanteatro-Lab (ore 21). In scena ruoteranno quindici attori, compreso lo stesso Bianchini, mentre la parte del protagonista Ivo Santini principale sarà affidata a Marco Moretti.
“Mi sono riconosciuto molto nel personaggio di Ivo Santini, nel suo essere scostante, spettatore del mondo e ricercatore di qualcosa di diverso – spiega il regista - Perché è soprattutto questo il tema intorno cui ruota lo spettacolo: il mondo come ci appare probabilmente non è reale, ci sono altri mondi, altri modi di vedere le cose. Santini ricerca la strada per cogliere le altre forme sotto cui si mostra il mondo”.
Ma quanta parte di Fellini e quanta di Cavazzoni c’è in questo spettacolo?
“Non avremmo voluto – conclude Bianchini - ma il film ci ha influenzato molto. Abbiamo preso alcune atmosfere e ispirazioni. Trasformare in testo teatrale il contenuto di un libro non è un lavoro semplice, così quando andavamo in crisi col romanzo allora ci rifacevamo al film”.
Per info: tel. 0541.752056 – info@banyanteatro.com
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