Le leggi italiane ed europee sul diritto alla cittadinanza

RIMINI - Notizie attualità - mer 16 dic 2009
di Fatima Berrima

 

In Italia al contrario di altri paesi i tempi rischiano di allungarsi

"La cittadinanza è una cosa seria, non un regalo da distribuire a tutti per Natale. Dieci anni, e non meno, sono un tempo ragionevole e necessario per poter acquisire e condividere pienamente valori, identità e principi fondamentali del nostro Paese".

Non può essere altro che la voce della Lega, rifiutando così la proposta della sinistra di ridurre i tempi di attesa da 10 a 5 anni. La proposta del Pdl mantiene invariati i termini attuali, anzi introduce nuove verifiche. Gli immigrati dovrebbero comunque risiedere regolarmente per almeno dieci anni in Italia prima di diventare cittadini, ma anche frequentare corsi obbligatori di storia e cultura italiana ed europea, educazione civica e Costituzione. I loro figli nati nel nostro Paese potrebbero ancora chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni, ma a patto di aver frequentato con profitto tutta la scuola dell’obbligo.

Un arretramento anche rispetto alla legge in vigore è il commento del vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Roberto Zaccaria.

Per conoscere la situazione in Europa sintetizziamo velocemente le normative vigenti in alcuni principali paesi dell’Unione.

Francia: la normativa in materia prevede l’acquisizione sia per filiazione (jus sanguinis) che quella per nascita (jus soli). Ogni bambino nato in Francia da genitori stranieri acquisisce automaticamente la cittadinanza francese al momento della maggiore età se, a quella data, ha la propria residenza in Francia o vi ha avuto la propria residenza abituale durante un periodo, continuo o discontinuo, di almeno 5 anni.

Germania: la Legge sulla cittadinanza, all’articolo 3, prevede che si possa diventare cittadini tedeschi per nascita, per adozione, per naturalizzazione e, a partire dalla riforma del 2007, nel caso in cui il soggetto interessato abbia ricevuto il trattamento di cittadino tedesco per un lungo periodo (Ersitzung). Dal 1° gennaio 2000 acquisiscono automaticamente la cittadinanza tedesca non solo i figli di cittadini tedeschi, ma anche i figli di stranieri che nascono in Germania (ius soli o Geburtsortsprinzip), purché almeno uno dei genitori risieda abitualmente e legalmente nel paese da almeno otto anni.

Regno Unito: si è cittadini britannici se al momento della nascita uno dei genitori è cittadino britannico o è autorizzato dall’autorità competente a soggiornare nel Regno Unito in modo permanente (cosiddetto settlement, “stabilimento”), ossia non deve più soggiacere a limiti temporali del soggiorno dettati dalla legislazione in materia di immigrazione. Il figlio di cittadini non britannici può inoltre fare domanda se ha vissuto nel Regno Unito per i primi 10 anni dopo la nascita. Inoltre anche la legge nel Regno Unito prevede il superamento di un test di lingua inglese e un altro sulle istituzioni sociali e civili nel paese.

Spagna: il requisito fondamentale, per la richiesta in base alla residenza, è appunto quello della “residenza legale e continuata” in Spagna per un periodo di 10 anni, come regola generale.

Per tale criterio di base sono tuttavia previste alcune eccezioni favorevoli:

per coloro che sono stati riconosciuti come rifugiati politici: 5 anni di residenza;

per i cittadini d’origine dei paesi ispano-americani, per quelli di Andorra, Filippine, Guinea Equatoriale, Portogallo e per i sefarditi: 2 anni di residenza;

per coloro che sono nati in Spagna: 1 anno di residenza;

per coloro che sono sposati con un cittadino spagnolo da almeno un anno e non sono separati legalmente o di fatto: 1 anno di residenza;

per coloro che sono, o sono stati, soggetti legalmente alla tutela, alla custodia o all’affidamento di un cittadino o di un ente spagnolo per due anni consecutivi: 1 anno di residenza;

per i vedovi o le vedove di uno spagnolo o di una spagnola, se alla morte del coniuge non vi era separazione legale o di fatto: 1 anno di residenza;

per i nati fuori dalla Spagna, ma con un genitore o un nonno che ha avuto, in passato, la cittadinanza spagnola: 1 anno di residenza;

per coloro che non hanno fatto valere, in passato, il diritto di opzione per la cittadinanza spagnola: 1 anno di residenza.

Nonostante l’aumento registrato dall’Istat in merito agli stranieri in Italia secondo i dati dell’anno 2009, l’Italia rimane in coda rispetto al resto dei paesi europei

 

 

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