La "patata bollente" del Palacongressi
"Bilancio in pareggio entro il 2010"
Il presidente Lucio Berardi spiega le sue mosse. E sulla Multisala dice: "Non è detto che chiuda per intero"
Se ti trovi a gestire una situazione che il Sindaco ha definito la "patata più bollente" che la nuova Amministrazione dovrà fronteggiare e ti accorgi che i conti che dovrai far quadrare sono di un rosso ancora più intenso di quello che si poteva immaginare, le soluzioni sono due: o scappi alle Hawaii e saluti tutti, o ti rimbocchi le maniche e insieme al nuovo cda studi le soluzioni per portare il Palazzo dei Congressi fuori dalle torbide acque nelle quali è nato.
Lucio Berardi, Assessore delle ultime due legislature Imola nonché ex Vice Sindaco, ha le spalle ben larghe per scegliere la seconda strada. E dopo circa cinque mesi alla Presidenza del Palariccione ci dipinge un quadro che tra le molte sfumature grigie inizia ad intravedere lampi di luce.
Presidente, innanzitutto ci faccia un bilancio di questi mesi.
"Questo primo periodo ci è servito per fare una fotografia della situazione esistente, valutare lo stato di bilancio e decidere come, e dove, intervenire per modificare i flussi finanziari. Abbiamo quindi studiato un nuovo business plan facendo scelte coraggiose ma allo stesso tempo sostenibili e concrete, avendo dei dati oggettivi su cui ragionare visto che il Palazzo è aperto da più di un anno".
Qual è l'obiettivo principale del business plan?
"L'azzeramento del debito nei dieci anni senza gravare sulle tasche dei cittadini e portare a pareggio il bilancio del centro congressi entro il 2010. E' una mission da molti giudicata impossible che tutto il cda è però convinto di poter portare a termine".
Uno dei nodi principali da risolvere sarà la vendita dei tanto discussi spazi commerciali.
"C'è molta fiducia in questo senso, stiamo ricevendo offerte e possiamo dire che entro il primo semestre del 2010 il 30% degli spazi in galleria saranno venduti o affittati, alcuni da aziende legate al territorio che esalteranno l'esclusività di Riccione (Block 60 ndr)".
Un'altra grana non da poco (500mila euro ancora in ballo con la vecchia gestione) riguarda la Multisala, che a quanto pare i riccionesi dovranno rassegnarsi a salutare?
"Non necessariamente. L'impegno è quello di trovare un gestore che contestualizzi il numero delle sale in riferimento ai dati reali, valutando i competitor e aumentando il livello della qualità, in primis sedie e audio. Se dai dati emergesse la necessità di chiudere una o più sale, saranno poi trasformate in uffici, come già predisposto dal progetto iniziale".
L'apertura del Palazzo dei Congressi a Rimini avrà un'influenza negativa su Riccione?
"Assolutamente no. Avremo mercati diversi e attraverso accordi commerciali organizzeremo le attività di marketing in modo sinergico per andare verso una Riviera dei congressi: Riccione con un Palazzo al centro della città più legato alle aziende, Rimini con un mercato decisamente più ampio".
Il Palazzo fin dall'inizio ha incontrato critiche ed è piaciuto poco alla città, perché?
"Le critiche iniziali sono comprensibili, i cittadini vogliono vedere i risultati. E' però curioso notare come agli attacchi a livello locale sia corrisposto un ottimo apprezzamento a livello nazionale che ci pone come obiettivo l'entrata nella top ten dei palace italiani".
Concretamente, cosa può dare il Palacongressi a Riccione?
"In termini numerici 40-50 milioni di euro annui che graviteranno sull'intera città. In generale può rigenerare il marchio Riccione e proporlo come città non solo estiva portando presenze per tutto l'anno; se gli operatori economici resteranno uniti credendo al progetto i risultati saranno eccellenti".
In bocca al lupo per la mission impossibile.
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