Con Eyan Sivan per arrivare alla nuda veritą

CORIANO - Notizie cultura - mer 18 nov 2009
di Leonardo Agolanti

A Coriano tre giornate, organizzate dall'artista Isabella Bordoni, su "La libertà come bene supremo"
Workshop del regista israeliano sulla costruzione del lavoro documentario

C'è qualcosa di più prezioso, importante, inalienabile della libertà? Prendetevi tutto il tempo che vi serve per rispondere.
Oppure fidatevi di chi ci ha già riflettuto a lungo su questo tema: la risposta è no. La libertà è il bene supremo. In Italia e in tutto il resto del mondo, anche e soprattutto nei luoghi più "caldi" del pianeta, come quella polveriera che è il Medio Oriente, e in particolare quella cicatrice non rimarginata che è il confine tra Israele e Palestina.
Dal 3 al 5 dicembre al Teatro Corte di Coriano è in programma un workshop decisamente costruttivo con l'israeliano Eyan Sivan, autore e regista di documentari, produttore e saggista. Lo diciamo appena in tempo, perché lunedì 23 novembre si chiudono le iscrizioni (gratuite, per studenti e non studenti) a questo workshop sulla costruzione del lavoro documentario intitolato "Elogio alla disobbedienza". Che è a sua volta inserito all'interno dell'evento "Libertà come bene supremo" curato dall'artista riminese Isabella Bordoni.
L'evento si svolge (mattina e pomeriggio) al Teatro Corte di Coriano. "Si tratta di tre giorni non-stop - spiega la stessa curatrice, Isabella Bordoni - dense di workshop, proiezioni rare d'autore, incontri, lectio magistralis, poesia, voce, fumetto, per riflettere sulle relazioni tra arte e politica, filosofia, antropologia, diritti umani Tre giornate che ruotano tutte intorno al documento storico e contemporaneo audiovisivo, pensate come piattaforma formativa di integrazione curriculare e accesso democratico alla conoscenza, con workshop gratuito per studenti e non-studenti e con tutte le iniziative a ingresso libero". Le giornate di "Libertà come bene supremo" sono suddivise in tre differenti sezioni, tutte quante legate assieme da una trama di relazioni e da un ordito di rimandi artistici e teorici.
In particolare il workshop di Eyan Sivan affronta le dimensioni tecniche, etiche ed estetiche del lavoro documentario. Questioni di non poco conto, perché la realtà passa attraverso l'occhio della telecamera e la coscienza di chi la manovra e la dirige, e l'oggettività talvolta non è solo un bene prezioso, ma anche merce rara.
Dare un'occhiata alla sua opera è interessante anche per riuscire a comprendere meglio quali sono gli spunti che offrirà il workshop di Coriano. Con i suoi documentari, infatti, Sivan racconta Israele dall'interno, e non è un caso che la sua visione oggettiva rappresenti una delle voci nel coro del dibattito internazionale intorno alle tribolate relazioni tra Israele e Palestina: nelle sue opere Eyal Sivan prova a smontare le costruzioni ideologiche e tutte le possibili ambiguità, e affronta anche i temi dell'utilizzo strumentale della memoria di Israele e la questione della disobbedienza civile. E poi non solo Israele, Palestina e la Shoah sono finiti al centro dell'attenzione dell'analisi di Sivan, ma anche la famigerata Stasi, l'America del dopo 11 settembre, la Polonia. Uno sguardo, insomma, che vuole andare oltre le convenzioni e le convenienze. Il punto di partenza per chi vuole raccontare la nuda verità.

Info e iscrizioni: http://www.ib-arts.org/libertacomebenesupremo.html
isabella.bordoni@tin.it

 

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