I dieci anni che cambiarono Riccione

RICCIONE - Notizie Riccione - mer 18 nov 2009
di Claudio Costantini

Manlio Masini: "Dall'Internazionale a Giovinezza 1919-1929"
Una storia raccontata nella sua quotidianità attraverso le cronache i personaggi, i protagonisti

Nei primi decenni del novecento, l'Italia come altri paesi d'Europa vive una storia tumultuosa, tragica per la guerra, ma piena di fermenti sociali, politici ed economici dove un numero sempre più vasto di cittadini vuole essere protagonisti del proprio avvenire. Nascono movimenti e partiti, quello socialista, quello cattolico e dopo la guerra il partito fascista. Riccione in questi anni ripercorre la storia d'Italia. Simile a quella di molti paesi e città della Romagna, ma con una sua propria specificità e originalità, elementi che caratterizzeranno la sua popolazione anche negli anni a venire fino al nuovo secolo. Il libro di Manlio Masini "Dall'Internazionale a Giovinezza" (Riccione 1919-1929 gli anni della svolta), Panozzo Editore ne ripercorre le tappe con una ricerca rigorosa attraverso i documenti, gli atti amministrativi, le cronache dei numerosi giornali.
L'armistizio del 4 novembre con l'Austria segna la fine della Grande Guerra, Riccione ricomincia a vivere, dopo aver pagato anche lei un tragico tributo di sangue. Ha circa 5000 abitanti ed è solo una frazione di Rimini. In quel periodo sono l'Internazionale e i socialisti i protagonisti della vita politica e sociale della cittadina. La sezione socialista è caratterizzata da una certa litigiosità, che si ritroverà anche alla fine del novecento. Alle elezioni del 1919 la "falce martello e spiga" otterrà più del 60% dei voti.
Sono anni molto vitali, nascono le società di mutuo soccorso, ci si mobilita per le scuole, si forma il comitato turistico, e con la Pro Loco si pongono le basi per la futura autonomia. Lo scenario cambia però repentinamente nel giro di poco più di tre anni. Con la marcia su Roma a cui parteciperà la squadra d'azione riccionese "Amarissima", il partito fascista prende il sopravvento. La composizione politica cambia radicalmente e come in altre parti della Romagna, sono le città più socialiste che poi saranno le più schierate a destra. Chiuderà la sezione socialista ed il suo giornale "Germinal". Riccione, con Regio Decreto dell'ottobre del 1922, ufficialmente diventa Comune, in seguito, con una sottoscrizione costruisce il municipio e poi organizza la macchina amministrativa.

Il primo podestà era forlivese
Il primo sindaco e poi podestà Silvio Lombardini è di Forlì ed è residente a Riccione. A lui si dovrà in gran parte il salto di qualità della cittadina che in poco tempo diverrà importante polo turistico grazie alle infrastrutture, luce acqua, strade ed al rimboschimento del litorale. Una figura importante nella storia di Riccione, un uomo che seppe dare le dimissioni da sindaco, poi ritirate per volere popolare, e minacciare di restituire la tessere ad honorem del fascio per protestare contro le violenze dei gruppi squadristi in occasione della commemorazione dei morti della Guerra. Negli anni successivi la situazione politica si stabilizza e Riccione aumenta il suo prestigio come città delle vacanze fino ad ospitare Mussolini e la famiglia anche se fu un riccionese sovversivo il sospettato dell'attentato al Duce del '26. Nasce l'Azienda di Soggiorno, viene costruita la filovia Rimini-Riccione, e sono inaugurati nuovi e prestigiosi alberghi fra cui il Grand Hotel e rifatto di sana pianta il Kursaal. Tutti gli avvenimenti più significativi di quegli anni, sono ricordati e analizzati nel volume di Masini e così i personaggi e i protagonisti della vita civile e politica riccionese. Sono molte decine i nomi delle persone presenti nel libro che a vario titolo hanno lasciato una traccia nella storia di quella città. Ogni riccionese che leggerà il libro troverà senz'altro un nome a lui famigliare, un parente o un conoscente inserito in precise circostanze e avvenimenti di quell'importante decennio, non solo per la storia di Riccione, che va dal 1919 al 1929. Manlio Masini scrittore e giornalista direttore di Ariminum ha scritto diversi libri sulla storia del ventennio. Con questo ultimo ha riempito un altro tassello dell'interessante e ancora non del tutto conosciuta storia dei primi decenni del novecento delle nostre città, un continuum storico benché con diverse forme e aspetti.

 

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