Giovani coraggiosi, oggi pił di ieri
Le Giornate del Pio Manzù
Così i ragazzi sanno rispondere al declino dell'autorità e alla fine delle certezze
Non c'è alcun dubbio, per il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni intervenuta alla XXXV edizione delle Giornate Internazionali del Centro Pio Manzù tenutesi a Rimini dal 23 al 25 ottobre: i giovani di oggi sono molto più coraggiosi di quelli ieri. Il Ministro ha parlato della condizione giovanile ad una sala gremita e ad un parterre di relatori di primissimo livello come il sociologo statunitense Todd Gitlin,il presidente del parlamento europeo dei giovani Guillaume Borie, la rappresentante permanente dell'ONU Hanifa Mezoui e cattedratici di fama internazionale come Marisa Ferrari Occhionero e Alessandro Rosina, sviluppando un'analisi critica e appassionata, sulla nostra società, incapace di offrire certezze, bloccata da rendite di posizione e da privilegi consolidati. Estraneo agli ideologismi e alle forme di ribellione stereotipate, il coraggio dei nostri giovani è quello quotidiano, quello di trovarsi un lavoro, di crearsi una famiglia, di chiedere un mutuo in banca. "Dire che la vita è difficile e precaria per i nostri giovani è verissimo", sostiene Todd Gitlin, ma questa condizione è stata vissuta anche in epoche precedenti. Ciò che caratterizza il nostro tempo secondo lo studioso americano, è il declino dell'autorità e l'incapacità, anche solo di immaginare, da parte dei giovani, che ci siano personalità pubbliche che possano rappresentare la pubblica virtù. Questo genera individualismo, inaridimento della coscienza collettiva e del sentire comune.
Di coraggio ha parlato anche la bellissima Aimee Mullins, modella e atleta paralimpica statunitense, che nella seduta plenaria domenicale ha commosso il pubblico con un intervento carico di emozioni. "L'idea non è quella di superare le avversità, piuttosto quella di abbracciarle, perché l'unica vera disabilità risiede in uno spirito schiacciato, distrutto" questi i toni della Mullins che dall'infanzia convive con due protesi alle gambe ed è divenuta una delle più grandi atlete nella storia delle Paraolimpiadi. E per la sua straordinaria lezione di vita, il Centro Pio Manzù le ha conferito la medaglia d'oro del Presidente della Repubblica italiana, riconoscendole il merito di aver contribuito all'abbattimento delle barriere culturali favorendo la comprensione del valore insito nelle reciproche diversità.
Daniela Tamburini
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