La bomboletta trionferą

RIMINI - Notizie satira - mer 18 nov 2009
di Lia Celi

Come l'influenza cambia, e cambiò, il mondo
Il Natale più prospero degli ultimi anni? Quello dei produttori di disinfettanti spray

Chi festeggerà il Natale più prospero degli ultimi anni? I produttori di disinfettanti spray, quelle bombolette che ci illudono di sterminare la subdola filibusta di germi, virus e batteri che tentano l'arrembaggio all'indifeso corpicino dei nostri fanciulli.
A quanto pare, in Italia l'influenza suina è l'unica entità che se ne sbatte dell'anzianità e dà la giusta attenzione alle giovani generazioni, fin dai banchi di scuola. Tant'è che quando la becca uno di mezza età, si sente così lusingato che, invece di starsene a letto si imbottisce di tachipirina e va al lavoro lo stesso per farsi bello con i colleghi: se il virus mi ha scambiato per un ventisettenne, magari ci casca anche la nuova segretaria carina. E' proprio vero che del maiale non si butta via niente, nemmeno l'influenza.
Del resto gli antropologi sostengono che se gli occidentali hanno conquistato il mondo, il merito è anche delle malattie contratte grazie alla domesticazione degli animali. Quando gli spagnoli arrivarono nel Nuovo Mondo, trovarono popolazioni non abituate a convivere con polli, maiali e relativi virus ballerini. Cortès, Pizarro e soci avevano cavalli e fucili, ma portavano con sé anche gli anticorpi per un sacco di morbi originati dagli animali, mentre i poveri indios ne erano completamente sprovvisti. Risultato, bastò un solo soldato malato di vaiolo su un galeone di Pizarro per sterminare, nel giro di pochi decenni, intere popolazioni.
I libri per l'infanzia andrebbero completati da utili nozioni: la mucca non ci dona solo il latte e la carne, ma occasionalmente anche l'encefalopatia spongiforme; il cavallo abita nella scuderia e nella cacca di cavallo abita il batterio del tetano; dalla mansueta pecorella ci vengono sia la lana che la stomatite pustolosa degli ovini; la gallina e il maiale ci regalano, oltre a tante cose utili e buone, anche l'influenza, che ha segnato la storia dell'uomo più della frittata col prosciutto. Vedi l'epidemia di «spagnola» del 1918. Che spagnola non era, essendo nata nei pollai del Kansas: sbarcò in Europa insieme ai soldati Usa e si rivelò un'arma micidiale contro gli austro-tedeschi, esattamente come i virus dei conquistadores lo furono contro gli indios. Sarebbe bastata una dotazione di bombolette germicide per cambiare il corso della Storia - gli indios avrebbero resistito più a lungo all'assalto degli invasori, gli spagnoli non avrebbero potuto depredare completamente l'America del Sud, e tutto l'oro e l'argento sudamericano sarebbero rimasti dov'erano, invece di riversarsi sull'Europa e darle, almeno per qualche secolo, la supremazia sul mondo...
Bè, va detto che, a giudicare dal successo dilagante dell'influenza suina, si direbbe che le bombolette igienizzanti non servano a molto. Anzi, c'è da scommettere che fra qualche mese verranno accusate di essere loro stesse causa di qualche malanno, e scompariranno dai banchi delle farmacie. Salutate con rimpianto da uno stuolo di germi e batteri, che grazie a loro, saranno diventati più aggressivi e resistenti.
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