Il miracolo della sicurezza

RIMINI - Notizie primo piano - mer 18 nov 2009
di Stefano Cicchetti

Dalle Strade Sicure alle ronde
Le forze dell'ordine protestano per i tagli, ma la gente è contenta

Una scuola elementare riminese all'ora dell'uscita. All'esterno staziona una pattuglia mista, un poliziotto di quartiere e due militari in mimetica. I genitori si interrogano: sarà successo qualcosa? Pedofili nei paraggi? Sequestratori in agguato? Ma comunque, tutti concordano, bene! Meglio così. La vista delle divise fa sempre piacere.
Un successo, dunque, per l'operazione Strade Sicure voluta dal ministro Maroni, come del resto decretano i sondaggi: la grande maggioranza degli italiani è assolutamente favorevole all'uso dei militari a fianco delle forze dell'ordine.
Tutto bene perciò. A patto di non farsi una domanda: a cosa serve, per esempio, presidiare una scuola elementare? Passi per le medie e le superiori, dove i ragazzi vanno da soli. Ma qui nessun bambino può entrare o uscire se non accompagnato dai genitori. E la probabilità che i piccoli e gli stessi adulti corrano qualche rischio è vicinissima allo zero. D'altra parte, è invece certo che i genitori votano, contrariamente agli alunni, e la sensazione di sicurezza generata dalle uniformi può ben perdurare fino al momento dell'urna.
Più difficile, invece, che a quella data fatidica i più abbiano in mente altri dettagli sui temi della sicurezza. Dettagli che sono invece ben presenti proprio alle forze dell'ordine. Il Siap, Sindacato italiano appartenenti polizia, per esempio non dimentica il decreto Brunetta che taglia dalla spesa corrente circa 100 milioni di euro: quasi 16 milioni in meno per gli straordinari, altrettanti sottratti all'ordine pubblico (stadi, immigrazione, manifestazioni) e meno soldi su ogni capitolo, dalle trasferte e missioni all'informatica, dal noleggio di impianti e apparati, soprattutto per le intercettazioni, agli armamenti. Allo stesso tempo, però, è apparso un fondo per la sicurezza urbana destinato ai Comuni forte di 100 milioni di euro, che in qualche modo dovrebbero finire alle famose "ronde". Secondo il sindacato si è tagliato un miliardo e 200 milioni di euro solo per la polizia e perfino circa 377 milioni di euro per la gestione dell'immigrazione, con il risultato che non bastano i soldi per riaccompagnare i clandestini alle frontiere. Da parte loro, i carabinieri avrebbero perso quasi 2 miliardi e 300 milioni di euro tolti dal bilancio della Difesa.

Quando però i militari vanno per le strade costano un extra di 31 milioni all'anno. In più, i soldati, pur non potendo arrestare nessuno, ricevono un'indennità di 26 euro lordi al giorno, mentre gli agenti di polizia che li guidano ne ricevono appena 6. Anche perché il loro contratto è scaduto da tre anni: per ora prevede che, lavorando 24 ore su 24, lo stipendio tocchi al massimo 1500 euro al mese. Pochi risultati, intanto, dallo sperato sgravio delle forze dell'ordine dal piantonaggio degli "obiettivi sensibili", come sedi istituzionali, ambasciate, eccetera: il Siap fa sapere che a Roma gli agenti tutt'ora impiegati in queste guardie sono circa 700 agenti. Dulcis in fundo, entro il 2017 andranno in pensione 32.800 addetti alla pubblica sicurezza, ma ne saranno rimpiazzati solo uno su tre per via del blocco del turn over.
Sarà per questo che il 28 ottobre i poliziotti sono scesi addirittura in piazza, sparando bordate di fischi all'indirizzo dei ministeri? Ma i fischi di Roma hanno fatto poca strada, come del resto le denunce sui tagli alla sicurezza da parte di un governo che della sicurezza aveva fatta la propria bandiera. O qualcuno si ricorda di averne sentito in televisione?

 

 

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