La forestiera riminese

Rimini - Notizie Borgo San Giovanni - mer 04 nov 2009

I vitelloni riminesi hanno finito il loro periodo estivo di conquista alle ragazze: qualcuno è rimasto fregato, mentre per qualcuno arriverà un cambiamento della propria vita, che si realizzerà per corrispondenza con la Svezia, la Germania e gli altri poaesi del nord Europa, con la notizia che la ragazza che gli aveva fatto perdere la testa è rimasta in cinta.

Uno di quei ragazzi, Nello, mi racconta che dopo il matrimonio celebrato a Stoccolma, in Svezia, si era stabilito con la novella mogliettina a Rimini. Qui la dolce consorte Mary, aveva scoperto una Rimini mai vista d'estate, dove la vita di mare era scomparsa e la città si era fatta più piccola, tradizionale e difficile da vivere.
La ragazza conosceva la storia e i monumenti di Rimini, per averli studiati a scuola, parlava tedesco, inglese e francese, aveva la patente di guida e faceva le iniezioni a domicilio gratuitamente, anche se la suocera gli borbottava dietro "Fàt paghè!!". Mary aveva abitudini diverse, ad esempio nella colazione, che faceva abbondante come si usa nel nord Europa. Finalmente poi nacque il piccolo Diego, un bellissimo bambino che Mary adorava. La suocera, originaria di Secchiano, le aveva consigliato di fare la stagione in albergo, dato che il bambino poteva stare con la nonna. Ma Mary, anche se il marito faceva l'operaio e guadagnava poco, preferiva stare con il bimbo e passare le sue giornate in biblioteca a leggere e studiare la storia e l'arte della città di Rimini.
Quando poi, le difficoltà economiche erano aumentate e diventava più difficile mantenere la famiglia, anche Mary, aveva cercato lavoro presso un'agenzia viaggi che l'aveva assunta immediatamente come guida turistica. Così chiunque poteva vedere questa bella ragazza bionda sui pulmann in giro per la città di Rimini, presso l'Arco d'Augusto, il Ponte di Tiberio e nell'entroterra. Mary inoltre portava i depliant della nostra città in Svezia e si adoperava per fare conoscere Rimini alle ragazze svedesi in vacanza da noi. Mary aveva una vera passione per le bellezze artistiche della nostra città e si dispiaceva di quei monumenti lasciati in decadenza come Porta Montanara, la statua di Giulio Cesare presso la Caserma militare o la Fontana dei Quattro Cavalli. Spesso si recava in Municipio per perorare le sue cause insieme ad altri cittadini riminesi.
Inoltre dava spesso gratuitamente ripetizioni di lingua agli studenti in difficoltà che non se le potevano permettere.
Purtroppo per chi l'ha potuta conoscere, oggi Mary non c'è più e può ammirare Porta Montanara e la Fontata dei Quattro Cavalli solo da lassù.

Claudio Cupi

 

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