Di terra, di fuoco e di passione
Un'arte immutata dal ‘700... alla famiglia Camilletti
In piazza Ganganelli "La piada nel testo"
"La piada nel testo". Sabato 7 novembre, in piazza Ganganelli dalle ore 15 alle 18, un'occasione per vedere una cosa diversa dal solito. Una dimostrazione di manualità, che anticipa di un giorno il palio della piadina. La presentazione del ciclo completo di due arti che, almeno in Romagna, viaggiano strettamente a braccetto: la creazione della teglia e la preparazione della piadina. Una dimostrazione, quella della teglia, che non riguarda attività museali, saperi su cui nessuno ha più dimestichezza, ma riguardano il quotidiano di una famiglia. Maurizio Camilletti e sua moglie Rosella Reali, santarcangiolesi, con grande coraggio nel 1998 hanno preso su famiglia e bagagli e si sono trasferiti nel regno incontrastato del testo da piada: Montetiffi. Rosella è la discendente di una antica famiglia di tegliai proprio di Montetiffi, quindi la coppia è andata alla ricerca di origini che in qualche modo gli appartenevano. Da Montetiffi si ricavano le migliori materie prime, quindi, pragmaticamente, proprio lì sono nati i tegliai molto, molto tempo fa. Quanto tempo fa non è facile stabilirlo, ci sono documenti nelle biblioteche, alcuni risalgono alla fine del ‘700 e raccontano di un mestiere molto antico, "dell'arte del testo a Montetiffi"; un documento dei Malatesta in cui si parla di teglie risale addirittura al 1527. Abbandonare una vita agiata fatta di ufficio e computer per abbracciare la campagna con tutte le sue asperità, raggiungere il calanco (una zona franosa) per raccogliere quel tipo di terra, un certo impasto che a vederlo fare sembra un lavoro da alchimista, il ‘freddo freddo' della prima fase del lavoro, il ‘caldo caldo' della fase della cottura: quasi domare la natura, o perlomeno tentare di avvicinarla al proprio volere. Ecco le teglie di Montetiffi. "In piazza non sarà possibile guardare tutto il ciclo completo, bisognerebbe aspettare la Befana, visto che le teglie impastate devono poi riposare 8 settimane su delle assi in una stanza al riparo dalle intemperie - ci spiegano con pazienza con pazienza Maurizio e Rosella - faremo vedere come si fa un impasto, composto da terra argillosa, minerali di calcite e acqua". Le teglie, una volta impastate e sagomate con la loro tipica orlatura, si mettono a riposare due mesi poi si cuociono in un forno che raggiunge la ragguardevole temperatura di 700°. Si lasciano riposare ancora un po' di tempo e quindi sono pronte per l'utilizzo. "Noi cerchiamo di mantenere la tradizione, che altrimenti sarebbe andata perduta, ma questo non basta - proseguono Maurizio e Rosella - bisogna continuarla, attualizzarla senza perdere le caratteristiche originali, adattando il prodotto alle esigenze di oggi". Ecco allora che le teglie prodotte oggi dalla famiglia Camilletti sono in grado di cuocere anche sul fornello a gas, addirittura nel forno, non essendo più proponibile l'utilizzo nel camino di casa, la ròla, trasformatosi nel tempo in caminetto e collocato in salotto. Assieme al testo e alla piadina, ci saranno ovviamente tagliere e matterello: Andrea Bizzocchi di Rontagnano presenterà i suoi utensili, intagliati nel legno di castagno, quindi lontani anni luce dai prodotti multistrato normalmente in vendita. Sono preparati pezzo per pezzo, con cura, addirittura su misura. Però bisogna saper fare la piadina, altrimenti non vale la pena; allora, forza, tutti a iscrivervi per il palio di domenica.
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