Cosa c'č dietro ogni "vendesi"
Rimini vista dalla prospettiva immobiliare
L'istruttiva esperienza della ricerca di un alloggio
Poche esperienze ti fanno conoscere la tua città come la ricerca di una casa da acquistare. Vedi Rimini da un'altra prospettiva. Il paesaggio urbano si ridisegna a seconda del prezzo per metro quadro, un indice impazzito che schizza o precipita da un quartiere all'altro, a volte da una strada all'altra. La tua Rimini mentale si rimodella in un plastico stravolto in cui l'altezza degli edifici corrisponde al loro costo in migliaia di euro: il villino svetta come un grattacielo, il Grattacielo è rasoterra. La vecchia casa nel centro storico, che evoca placidi quadretti stile Signorina Felicita di Gozzano, è in realtà un mostro vorace che ti indebiterà per sette generazioni; pochi chilometri più in là, oltre la Statale, i prezzi sprofondano, ma anche il tuo umore, all'idea di trasferirti da quelle parti.
A te piacerebbe restare nel centro storico, e pazienza se ormai devi dire buongiorno ai vicini in russo o in cinese. Ma oggi centro storico è un termine un po' vago. Dalla cerchia delle mura è dilagato verso la Fiera vecchia, e oggi per "adiacenze centro storico" si intendono le Celle. Ancora qualche metro, e non si capirà più se sono le adiacenze del centro storico di Rimini o di quello di Santarcangelo. La nuova definizione di "centro storico" è: porzione di città in cui devi scegliere se avere un'auto o avere figli. Se vuoi tenere l'una e gli altri, devi uscire dal centro e indagare su ogni cartello «Vendesi».
Attività sconsigliata ai sentimentali. Ognuno di quei «Vendesi» è la copertina di un romanzo, in genere malinconico. Fidanzati che, dopo anni passati a costruire il nido d'amore, scoprono di non sopportarsi più (niente logora una coppia più delle discussioni sulla forma dei lavabi o sui vantaggi del cotto rispetto al parquet). Vecchi cagionevoli stanchi di rischiare ogni giorno le ossa sulla scala che separa la zona giorno dalla zona notte. Famiglie che devono vendere un immobile per far fronte a rovesci di fortuna o a lunghe spese mediche. Ti senti un po' uno sciacallo, a portargli via l'appartamento.
Ma forse tu non cerchi un appartamento. Da quando ti è nato il secondo figlio cerchi il Santo Graal di ogni genitore, la Casa con Giardino, sogno che, se va bene, si tradurrà in una casetta a schiera con davanti un praticello a misura di Gormiti, con vista sul retro delle Befane. E sentirai battere in te il cuore selvaggio di uno squatter, passando davanti a certe ville di via Tripoli, deserte e sigillate come cenotafi, nei cui giardini potrebbero giocare intere scuole materne. Spesso gli ultimi bambini che hanno giocato fra quelle aiuole hanno già la pancia e i capelli bianchi, stanno a Bologna o a Milano, e non se ne fanno niente di una casa in una città di cui peraltro parlano con disprezzo in ogni occasione. Se non la vendono, è solo per motivi affettivi, i ricordi d'infanzia, eccetera. I ricchi sono fatti così. A noi per ricordare l'infanzia basta conservare qualche vecchio Topolino o un peluche sdrucito. Loro devono tenersi una villa da due milioni, se no non si ricordano più nemmeno come si chiamano.
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