I killer non sono uguali per tutti
Il sottile confine fra decisionismo e dabbenaggine
Stop ai dementi di internet, ma solo quando minacciano il premier
Le opportunità offerte dall'uso del computer si mescolano a forme di scemenza informatica che non sempre si limitano ad uno sfaccendato spettegolare su Facebook. Vi sono idioti che promuovono gruppi denominati "Uccidiamo XY", fatti passare per semplici provocazioni. Finché il truce sberleffo non ha toccato Berlusconi ma "solo" decine di altri personaggi pubblici, è passato per una sgradevole goliardata, immeritevole di preoccupazione governativa. Solo alla comparsa di "Uccidiamo Berlusconi" si è finalmente ascoltata in TV la doverosa reprimenda di Maroni, con quella sua parlata da salumiere della Brianza prestato alla nazione; e la giusta stigmatizzazione dell'Angioletto Alfano, che invece ci tiene a mostrarci il suo sforzo di finto pensatore. Di fronte alla sacrosanta decisione di oscurare quel sito e denunciarne gli aderenti, qualcuno si è però chiesto perché un analogo decisionismo non abbia sanzionato anche gli altrettanti "uccidiamo tizio" che girano su Internet. Che domanda! Non si può mica pretendere che il decisionismo del governo venga sprecato per ogni quisquilia: va tenuto per le grandi occasioni, come la riforma dell'università. Qui l'algida Gelmini è stata perentoria: "Basta con i ricercatori precari a vita"; che così d'ora in poi, dopo un tot di anni, saranno finalmente...licenziati. Sul precariato è poi arrivata l'ulteriore zampata di Tremonti: "La flessibilità? Mille volte preferibile il posto fisso!" Di qui l'invocazione "santo subito!" di Bonanni, lo stizzito vade retro della Marcegaglia e un dibattito degno del Catalano che in "Quelli della notte" di Arbore si chiedeva: "Meglio essere belli e ricchi o brutti e senza un soldo?"
Ma non era che il preludio all'entrata in scena dell'ultra-decisionismo di Lui, col trionfale annuncio del taglio dell'Irap: "La riduzione ci sarà, se e quando il bilancio lo permetterà!" É come se il papà, orgoglioso, comunicasse al figlio: "Avrai l'auto nuova, ragazzo; ora non ho i soldi, ma un giorno forse."
Berlusconi resta però un generoso: lo dimostra la sua telefonata a Marrazzo, per dargli modo di concludere il ricattatorio acquisto di quel famigerato video casualmente mostratogli dalla figlia, a cui l'aveva casualmente passato giorni prima il suo direttore di "Chi", che casualmente ne aveva duplicato di nascosto l'originale, che il "venditore" aveva casualmente già fatto vedere anche a Feltri e Belpietro. Sarò malizioso, ma se quell'acquisto fosse andato in porto e nulla fosse trapelato, quante "critiche comuniste" di Marrazzo avrebbe potuto zittire Berlusconi con un semplice "la prego, non sia così in-trans-igente col mio Governo?"
P.S. Bel colpo di Bersani: fa fuggire Rutelli, che conclude così sulla sponda vaticana il suo vagabondare politico iniziato sotto l'ala di Pannella; se lo seguissero pure Cacciari e la Binetti sarebbe un bel tris. Mai come il full d'assi di Cattolica, dove hanno vietato le primarie e tolto anche il titolo di "elettore del PD" a Pazzaglini e ai quattro reprobi che erano in lista con lui. É singolare il PD, a Cattolica. Lo regge pro tempore un Commissario Basettoni mandato da Rimini; il quale, alla domanda dei giornalisti sul perché alle primarie abbiano potuto votare conclamati avversari del PD ma non "la banda Pazzaglini", ha farfugliato che "è il regolamento".
Lo diceva anche Breznev quando spediva in esilio i dissidenti.
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