Alda Merini, canto di una creatura

RIMINI - Notizie cultura - mer 04 nov 2009
di Lorella Barlaam

Miserere della mia grandezza, 

Miserere della mia stanchezza,

Miserere della misericordia di Dio.
(Alda Merini, da "Magnificat. Un incontro con Maria")

Alda Merini, Nostra Signora della poesia, è scomparsa il 1° novembre. Il 4 luglio dell'anno scorso era invitata a Rimini. "Assalti al Cuore" le aveva dedicato un doppio omaggio, con la lettura scenica del suo "Francesco, canto di una creatura" e la sera la divina Valentina Cortese nel "Magnificat". Quel pomeriggio, nel cortile del Lapidario Romano, ad aspettare Alda Merini c'era una piccola folla devota e curiosa, le sedie non bastavano per tutti, tanti erano seduti sul prato, come me. In attesa di incontrare una persona amata, per i limpidi versi e la feroce sete di vita. Non è venuta a Rimini, Alda Merini. Forse stava già male. Ma dalla sua casa di Milano, sui Navigli, si è collegata telefonicamente con noi. E nel silenzio del pomeriggio estivo, ecco: l'epifania della sua voce, inconfondibile come la sua poesia, una voce che rendeva presenti e tangibili le sue parole e il suo respiro dal timbro roco, materico. A un certo punto ha cantato una canzone, Alda, versi suoi che Giovanni Nuti andava musicando. E si è verificato un piccolo miracolo: un'assenza che si faceva presenza ancora più acuta in mezzo a noi, affidata alla sua voce, soffio d'anima. Anche oggi: non ci ha lasciati soli, Alda Merini. Con noi, è rimasta la sua voce.

 

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