AAA. Cercasi/Offresi

RIMINI - Notizie cultura - mer 21 ott 2009
di Cesare Padovani

Mini-rubrica di Cesare Padovani
Annunci di compravendita e di scambio di idee

Dopo una lunga vacanza estiva, eccomi di nuovo con voi al mercato delle idee, per cercare e offrire desideri che, a volte, rimangono sogni e che, altre volte, diventano suggerimenti carichi di vitalità. Sono convinto, però, che anche quando un'idea si aggrappa a un sogno (come quel bimbo che a giugno mi offriva un fagiolo perché lo piantassi e, una volta cresciuto, mi arrampicassi sul suo fusto fino a raggiungere la luna), pure in questo caso può dire molto per sé e per gli altri, può alludere a un progetto e può essere segnale per uno stile di vita più autentico.
Ecco il nuovo annuncio:
Cerco qualcuno che mi indichi angolo della città, di Marina o della periferia, tranquillo, pulito, senza cemento, per ascoltare in silenzio la voce della luna. Lo pagherò con un sorriso.
(Si invitano gli interessati ad inviare messaggi brevi, entro una settimana alla mail: cesarepadovani@libero.it)

La volta scorsa ho lanciato questo messaggio:
Sto raccogliendo brevi giudizi sul mio recente libro Paflasmòs, viaggio nell'anima della Grecia (ed. Diabasis): una rapsodia di luoghi e di riflessioni ancora echeggianti voci antiche di figure mitologiche.
Ecco alcuni, dei molti commenti, che purtroppo ho dovuto amputare a causa dello spazio a disposizione:

-Leggendo Paflasmòs sono tornata indietro nel tempo, come se il passato fosse fuso nel presente. Quei personaggi che avevo incontrato a scuola ora, con questa lettura, me li ritrovo veri e che trasmettono insegnamenti attuali. Anna Maria Villardi, preside

-Questo libro vorrei averlo scritto io. Gino Santoro, docente Storia del Teatro all'Univ. di Lecce

-Ho letto Paflasmos e ne sono rimasta entusiasta. Ogni frase ti tocca l'anima con la sua profondità, tutti i sensi sono coinvolti, trasportandoti parola dopo parola nell'anima della Grecia (che io prima della lettura del libro non avevo ancora  visitato). E' anche molto bello leggere dell'intesa complice ed affettuosa con sua moglie Giovanna, siete fortunati a vivere un rapporto così profondo. Sarebbe bello se Paflasmos entrasse in tutti i circuiti bibliotecari. Anna Curci, Rimini

-Stupendo! È il libro più mediterraneo che mi è capitato di incontrare dopo l'Odissea. Non dovrei aggiungere altro (che dire dopo questo capolavoro della memoria?), ma il richiamo è irresistibile; e riaffiorano qua e là immagini, odori, sapori e forme dalle quali vorresti lasciarti ancora accarezzare. È il canto del mare che lascia sulla battigia memorie erose altrove. Gusci, radici, sassi, frammenti di altre rive, profumi di altre vite che ci appartengono come archetipi... Alessandro Cherubini, musicologo
-Caro Cesare, grazie delle tue belle parole, ho scritto solo quello che sentivo nel cuore e nella mente. Intanto ho indicato il tuo libro ad alcuni miei amici, che lo stanno leggendo e ne sono entusiasti. Un caro abbraccio a te e a tua moglie Giovanna. Maurizio Nocera, direttore del "Nuovo Quotidiano di Lecce"

-Scrivi molto bene. Perché non hai cominciato prima a dedicarti alla narrativa?. Piero Meldini, scrittore

-Carissimo Cesare, ho goduto della lettura della tua ultima opera letteraria... La scoperta di tanti miti, così concatenati e concentrati nel relativamente piccolo arcipelago ove si è formata la civiltà greca, suscita in me il rammarico di non avere, a suo tempo, approfondito gli studi umanistici. Una delle parti che più mi ha affascinato è quella dedicata all'isola di Lemno ed alla figura di Filottete, su cui si concentrano i drammi della solitudine, dell'abbandono, del dolore spirituale, di quello fisico e dell'inganno finale del guarire per riprendere la guerra... Quanta forza e quanta realtà umana in questa allegoria!
 È proprio la realtà che stiamo vivendo oggi! Ogni capitolo dell'opera è suscita riflessioni profonde che non sono capace di esprimere. Magari potessi impadronirmi delle trappole per le parole e per i sogni per le quali tu e Giovanna avete, per gioco, inventato... Giorgio Rigon, fotografo FIAF Bressanone
 
-Sembra quasi di sentirla cigolare, quella porta... Una porticina di ferro battuto che conduce nell'orto dell'anima, non appena si apre il tuo libro. Ed è un orto pieno di luce mediterranea, di piante aromatiche e di presenze. Ho amato intensamente i luoghi evocati, ho parlato con le divinità che li abitano, ho guardato dentro me stessa attraverso il tuo specchio. Grazie. Marta Cherubini, insegnante (VR)

 

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