Donate alla Gambalunghiana le biblioteche di Giuseppe Bonura, Liliano Faenza e Vincenzo Mascia
Tra le pagine di uomini illustri
Presto consultabili i libri dei tre intellettuali
Alessandro Gambalunga, giureconsulto riminese, nel 1617 lasciò alla città il suo palazzo e la biblioteca, con 300 scudi annui di dote. Nella sua storia secolare la Biblioteca Gambalunga si è nutrita di altre preziose donazioni. Sotto la direzione di Marcello Di Bella sono in corso di acquisizione le biblioteche di Giuseppe Bonura, Liliano Faenza e Vincenzo Mascia - presto consultabili dal pubblico - in cui è impresso il profilo di tre intellettuali che hanno segnato la vita culturale della città. "Uno dei migliori modi per far rivivere il pensiero d'un uomo: ricostruire la sua biblioteca" scrive la Yourcenar in Memorie di Adriano. Ne parliamo con Oriana Maroni, responsabile dei Fondi Moderni della Gambalunghiana.
Giuseppe Bonura, o la biblioteca del critico letterario.
«Si deve alla moglie, Claudina Fumagalli, il dono della biblioteca di Giuseppe Bonura, lo scrittore e critico letterario dell'Avvenire scomparso nel 2008. A ottobre acquisiremo circa 10.000 libri, straordinario documento della produzione letteraria italiana dal dopoguerra ai giorni nostri, testimonianza del percorso intellettuale e delle predilezioni del possessore. Marchigiano d'origine, Bonura era legatissimo a Rimini per avervi vissuto, all'inizio degli anni ‘60, il suo esordio professionale al Resto del Carlino e avervi diretto una libreria, luogo d'incontro di un gruppo di amici, tra cui Piero Meldini, Mario Guaraldi, Vittorio D'Augusta e Cesare Padovani, il cui comune denominatore era l'antifascismo, l'appartenenza alla sinistra e l'interesse per le attività culturali, da cui nacque nel '62 il circolo Gobetti.»
La biblioteca dello storico: Liliano Faenza
«La parte assegnata alla Gambalunga consta di un migliaio di libri, quasi esclusivamente di pedagogia, teoria politica, filosofia e storia, fittamente annotati e chiosati, ricchi di fogli allegati, cui si aggiungono riproduzioni da libri e giornali che documentano i suoi studi, le curiosità, il grande rigore intellettuale che contrassegnò la sua esistenza, la libertà del suo pensiero. Il catalogo completo dei libri e delle carte di Faenza, di cui sto curando la pubblicazione, uscirà l'anno prossimo. Promosso dall'Istituto Storico di Rimini, conterrà due suoi inediti (Riminese in agonia? Riflessioni sul dialetto e Stampa editoria mass media) commentati da Gianfranco Miro Gori e Sergio Zavoli, con riflessioni di Stefano Pivato, Piero Meldini, Pietro Caruso sulla sua attività di storico, intellettuale e politico, e testimonianze sul secondo dopoguerra riminese.»
Vincenzo Mascia, o della pedagogia
«Partigiano trasferitosi a Rimini nell'immediato dopoguerra, Mascia è stato insegnante e direttore didattico, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Rimini, Presidente dell'ANPI, corrispondente dell'Unità. Dopo la sua scomparsa nel 2003, la moglie e le figlie ne hanno donato la biblioteca, testimonianza di una vasta curiosità intellettuale. Alla pedagogia e alla didattica è dedicata la parte preminente della raccolta, che documenta l'evoluzione del pensiero pedagogico fino alla fine del secolo e l'editoria del settore dagli anni Cinquanta.»
commenti
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.




