1 Novembre 1943
Ricordando le prime bombe su Rimini
La prima strage nel rifugio e l'inizio del calvario degli sfollati
Il primo novembre del 1943, alle ore undici e cinquanta circa, la città di Rimini ha subito il primo bombardamento. La città non aveva rifugi adeguati, esistevano solamente degli scavi simili a trincee, effettuati in diversi luoghi della città. Travi di legno, sopra gli scavi, sostenevano una copertura di terriccio, che dovevano servire come paraschegge. In uno di questi inadeguati rifugi, colpito dalle bombe del primo novembre, ci sono stati una ventina di morti.
Oggi quella via si chiama Vittime civili di guerra. Da quel primo novembre è iniziato il calvario dei Riminesi, la popolazione ha cercato sistemazioni di fortuna nei paesi, nei casolari del circondario e nelle gallerie del trenino per San Marino.
L'ospedale civile, l'ospedalino dei bambini, sono stati evacuati e trasferiti in una villa vicina alla chiesa di San Fortunato. Rimini, da quel primo novembre, è stata sottoposta a bombardamenti sempre più frequenti e distruttivi, alla liberazione, oltre l'ottanta per cento della città risultava distrutta.
I peggiori e più prolungati bombardamenti che ricordo, prima di trasferirmi nella regione Friuli, sono stati il 26 novembre e il 28- 29- 30- dicembre.
La città era morta e quasi vuota, dalla distruzione non è stata risparmiata neppure la periferia.
Quando la televisione mostra le interminabili colonne di sfollati, che trainano mezzi di trasporto di ogni tipo, con sopra poche masserizie assieme a bambini e vecchi, che fuggono da zone in guerra, non posso non ricordare con dolore, un carro trainato da un cavallo con accanto alle stanghe il carrettiere.
Un carro carico di povere e poche masserizie, con sopra una bambina e un bambino, seguiti a piedi, con a fianco le biciclette cariche di sporte, i genitori un fratello ed una sorella.
Un breve e triste ricordo, di disagi e sofferenze, della tragedia Riminese di quel periodo nefasto.
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