Filippo Scòzzari, la sostanza prima dello stile

RIMINI - Notizie spettacoli - mer 21 ott 2009
di Lorella Barlaam

Intervista a uno dei protagonisti della storia del fumetto europeo
L'insonnia occidentale tra racconti, saggi e invettive

Tutto quello che vorreste sapere sul passato di Filippo Scòzzari, uno dei protagonisti della storia del fumetto europeo, l'ha già raccontato lui nell'autobiografia Prima Pagare Poi Ricordare, ri-edita nel 2008 da Coniglio editore. Perciò andatevi a leggere lì la "storia di un manipolo di ragazzi geniali" - Stefano Tamburini, Andrea Pazienza, Tanino Liberatore, Massimo Mattioli, Vincenzo Sparagna - che con lui alla fine degli anni Settanta re-inventarono il fumetto italiano e rifondarono "il gusto e l'immaginario di una nazione". Dando vita a riviste storiche come Cannibale e Frigidaire, su cui Scòzzari disegnava a puntate La Dalia Azzurra, Il dottor Gek, Primo Carnera, Il Mar delle Blatte. Mentre sulle pagine de Il Male nasceva Suor Dentona, uno dei suoi personaggi più celebri. Negli ultimi anni ha scritto il "romanzo di formazione" L'Isterico a Metano (Mondadori, 1999) e il saggio-diario-breviario Memorie dell'arte bimba (Coniglio ed., 2008), fatto mostre personali e tenuto pubbliche letture. Per quanto riguarda il presente, ecco cosa ci ha raccontato.
Filippo Scòzzari, ci racconterebbe Filippo Scòzzari in cento parole?
«Ne bastano meno, ahimè. Mi piace raccontare: matita o tastiera non importano, è quel che vien fuori che conta. Sostanza prima e stile dopo. Odio chi non rispetta queste regole, e chi non rispetta queste regole mi odia.»
Da qualche anno si è dedicato alla scrittura; pensa di tornare al fumetto o è una forma espressiva che sente superata?
«Sì, superatissima. Non ha la potenza necessaria per cantare il mondo e si è trasformato in gnagnera esistenzial qualunquista, una San Remo di matite giovani, innamorate, nullatenenti e consenzienti. La scrittura ha più muscoli, diciamo, il che comporta anni di palestra per imparare ad usarli tutti. Ma ci sto arrivando. Cioè, spero.»
Degli autori di fumetti oggi chi le piace o chi trova francamente sgradevole? Si è davvero evoluta in questi anni in Italia una cultura del fumetto?
«Vale la risposta precedente. Non serve far nomi, sono considerato già abbastanza antipatico. Lo stato "qualitativo" del mercato italiano lo si indovina dalle edicole. Le edicole siamo noi, che cos'altro si può dire?»
Ci dà qualche anticipazione sul suo prossimo libro?
«Per la Coniglio Editore, Roma, a breve uscirà "Filippo Scozzari e l'Insonnia Occidentale". Racconti, saggi, invettive, un'antologia di ciò che mi fa girar le balle e mi tien desto la notte. La sequenza di lettere b, e, r, l, u, s, c, o, n, i non compare MAI.»
Imperdibile il blog, curato da lui stesso, http://manualedellartebimba.blogspot.com

 

 

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