La scrittrice dei ricordi
Il terzo libro di Giovanna Gazzoni è "A Santarcangelo c'erano le fabbriche"
Il passato della comunità attraverso storie di vite "qualsiasi"
Il primo libro è arrivato grazie a un Progetto di Territorio della Provincia, il secondo è scaturito con naturalezza dalla documentazione di un convegno. Una scrittura dei ricordi, vera, non deformata da liriche gratuite, anzi con spazio a quelle che talvolta sono le vere crudezze della vita. Persone qualunque, che si incrociano ogni giorno per le vie di Santarcangelo, hanno messo a disposizione i loro ricordi, per farci godere di un qualcosa che non c'è più ma che ci appartiene comunque. Artefice di questo lavoro è Giovanna Gazzoni, ex insegnante a "riposo". No, Giovanna Gazzoni di fare la pensionata in pantofole, relegata al solo ruolo di casalinga, proprio non ne vuole sapere. Raggiunta l'età della pensione si è subito iscritta alla Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari, dove studia l'arte di addentrarsi nelle memorie collettive, con una metodologia che si chiama scrittura dell'agorà. Il percorso futuro è ormai segnato: scrivere per altri, per coloro che non ne hanno possibilità. Il metodo si basa sulla raccolta di racconti in maniera rigorosa con la registrazione e la sbobinatura integrale, senza omettere pause e ripensamenti di chi racconta. Il passo successivo riguarda la narrazione di quello che si è ottenuto, la stesura omogenea del flusso dei ricordi. Poi, il testo viene sottoposto al titolare delle memorie per eventuali aggiustamenti, quindi si passa alla pubblicazione.
"Loro raccontano, noi trascriviamo fedelmente, poi lo narriamo, quindi lo sottoponiamo all'interprete - spiega Giovanna Gazzoni - le associazioni partecipanti (Acat, Auser, Avis, Caritas, Famiglie in Cammino e San Damiano) hanno trovato dei volontari, i quali a loro volta hanno trovato qualcuno che volesse essere ascoltato". Il risultato è "Storie di vita", attualmente in corso di ristampa, quindi reperibile gratuitamente tra breve presso le associazioni partecipanti al progetto. Il libro successivo è "Racconti lungo il fiume - Nuove scelte per la tutela e il risanamento del Marecchia" reperibile anch'esso presso le associazioni suddette e presso MaréciaMia. "A Santarcangelo c'erano le fabbriche", il terzo titolo curato da Giovanna Gazzoni assieme a Lidia Gualtiero, uscirà a fine novembre e raccoglie le testimonianze di chi ha vissuto la vita delle fabbriche, pian piano chiuse oppure trasformate negli anni. La fabbrica della corderia, specializzata nella lavorazione della canapa (chi lo sa che piazza Marini si chiamava piazza della canapa?). E poi la fornace, la Comea, la Marchino, la Fisi. Occupazione per centinaia di operai, episodio semi-isolato nel panorama riminese di inizio novecento.
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