I luoghi Parlanti

Rimini - Notizie Borgo Sant'Andrea - mer 07 ott 2009
di Redazione

Attraversare il Borgo accompagnati dai suoni e dalle voci del tempo
In molte parti di Rimini, specialmente nei borghi, sono rimaste vestigia del passato, case, strade, palazzi, chiese, luoghi di incontro, piazze. Sono però irrimediabilmente scomparsi i suoni, i colori, le immagini, le parole, le voci, la vita di quei luoghi. I borghigiani di Sant'Andrea per la loro quinta grande festa biennale ce li ripropongono facendoli risuonare e rivivere nei luoghi della tradizione. E questo, come è avvenuto nelle feste precedenti, non per mera nostalgia di un passato bello nella memoria, molto meno nella realtà, ma per ritrovare i valori di un tempo, la comunanza di vite che possono aiutarci a guardare con più tolleranza e ottimismo il futuro. "I Luoghi parlanti" è il tema della festa di questa edizione. Un pifferaio accompagnerà i visitatori con il suo strumento per le vie del borgo fermandosi, per ascoltare la voce narrante, nei luoghi delle attività e degli incontri: il Foro Boario in via Melozzo, un'area allora sgombra da case, dove ogni mercoledì avveniva il mercato del bestiame; Porta Montanara, il terminal del contado dove arrivavano le merci e lavoravano i facchini; il Lavatoio pubblico in via di Mezzo, il più grande della città dove molte donne con il loro duro lavoro portavano a casa i soldi indispensabili per tirare avanti; La Fornace Fabbri, fonte di ricchezza e di lavoro per il borgo e la città da dove sono usciti i mattoni per edificare buona parte di Rimini. E attraverso le parole e la musica si potranno risentire (sabato 10, domenica 11 e mercoledì 14 ottobre: primo itinerario ore 16/17.30; secondo itinerario ore 18/19.30) le parlate di un tempo, quelle dei contadini, degli avventori, degli operai, delle donne al lavatoio.

Pascoli ritorna a Rimini per parlarci della sua e della nostra terra
Il proposito della festa del Borgo Sant'Andrea è chiaro e lo si vede dalla premessa: ritrovare l'anima del tempo per meglio conoscere la nostra. L'anima di una terra, quella di Romagna, che ebbe un suo cantore, Giovanni Pascoli che ricompose i colori, i suoni, i luoghi, le persone, le cose, gli animali nelle poesie forse le più belle dell'epoca moderna. E il Pascoli è stato invitato alla festa, lui che qui da noi era già stato in epoca giovanile quattro anni dopo l'assassinio del padre, ritorna in tre appuntamenti per parlare della sua e della nostra terra, della storia, della politica e della pietà.

Poesie recitate con il canto

Primo appuntamento è sabato 10 ottobre alla sala di Don Pippo in Piazza Mazzini alle ore 17 per l'inaugurazione della mostra "Il giovane Pascoli attraverso le ombre della giovinezza" che ebbe un notevole successo quando venne allestita al Museo Casa Pascoli di San Mauro. Attraverso le immagini, i documenti e le poesie giovanili si scopre un uomo diverso dall'immagine che molti di noi si sono fatti attraverso gli studi scolastici. Il poeta vive con passione ed entusiasmo la sua età, l'amicizia, la politica, l'amore. Gloria Fuzzi pronipote del poeta, lei stessa poetessa, cantautrice e pittrice, in occasione della mostra canterà le poesie del prozio. Un evento emozionante per chi conosce la musicalità intrinseca dei versi del Pascoli qui accompagnati dal suono della chitarra. Per l'occasione sarà presente Miro Gori sindaco di San Mauro, conoscitore ed estimatore del Pascoli e instancabile promotore di convegni ed eventi legati alla figura del poeta.


Gli anni della "meglio gioventù"

Secondo appuntamento domenica 11 alle 17, sempre nella sala Don Pippo, Conferenza sul Pascoli "Cosa ci faceva il Pascoli a Rimini? I rapporti del grande Poeta con Rimini e la Romagna. Interverranno Gianfranco Miro Gori, Giuliano Ghirardelli, Manlio Masini, Pier Luigi Nicolò, Romano Ricciotti. Ai tempi della giovinezza di Pascoli nonostante l'Italia fosse da poco unita e il Risorgimento finito, la Romagna e il nord in generale era percorso da irredentismi e movimenti rivoluzionari, anarchici repubblicani socialisti diffondevano con alterno successo i loro programmi spesso radicali e insurrezionalisti. Pascoli lontano da casa studente senza la guida paterna partecipo direttamente a questi movimenti quello socialista e fu anche imprigionato. In questo incontro dibattito si ripercorre il prima ed il dopo l'età giovanile e quella matura. Riportiamo parte della presentazione ai convegni pascoliani fatta dal suo curatore Giuliano Ghirardelli. "Tutta la vita del Pascoli è attraversata da una attività incessante, fatta non solo di elaborazione ma anche militanza - il più delle volte lancinante -, all'interno della variegata e confusa galassia del movimento socialista italiano. (...) "Da ragazzo, e poi da giovane universitario a Bologna, scegliendo la causa dei poveri, che allora infuocava la "meglio gioventù", si trovò a fianco degli Internazionalisti, tra coloro che simpatizzavano e sostenevano i moti insurrezionali e gli attentati ai regnanti. Riuscì, però, in breve tempo a prendere coscienza dei gravi limiti dell'estremismo di allora". Ma cosa ci faceva Pascoli a Rimini. Il poeta ha una lunga consuetudine della nostra città vi venne con la famiglia e vi ritornò in seguito molte altre volte. "Ma non ci sono ormai più dubbi: l'iniziazione politica del Pascoli avvenne proprio a Rimini, sul versante anarchico-repubblicano-socialista. A Rimini, Giovanni frequenterà la seconda Liceo, in via Gambalunga, dove oggi c'è la grande biblioteca comunale (in cui è possibile prendere in visione le copie de "Il Nettuno", il periodico diretto da Francolini, che ospiterà nel 1878 la poesia "La morte del ricco", scritta da un Pascoli giovane rivoluzionario).
Sono gli anni cruciali per la nascita dei nuovi movimenti anarchici e socialisti; e proprio a Rimini si terrà, nell'agosto del 1872, il primo Congresso dell'Internazionale anarchica.

Raoul Grassilli e l'uomo, l'animale che sa di morire

Terzo incontro martedì 13 ottobre alle 21.00 nel Salone Casa di riposo Valloni (via Bilancioni) - Raoul Grassilli legge "L'Avvento" di Giovanni Pascoli scritto nel 1901 a Messina. L'introduzione è affidata a Giampaolo Proni. Grassilli ha affrontato più volte la lettura nella Romagna di Pascoli. La sua voce, la sua interpretazione non travalica mai il testo, lo rispetta e lo riporta alla sua essenza tale che ogni spettatore può sentirlo dentro il proprio corpo, la propria mente. "L'Avvento" è in prosa chiara e lineare perchè l'intento è quello di trasmettere concetti chiari anche nella loro impossibilità di avverarsi. Parla di Cristo per parlar dell'uomo della forca come ultima forma della Croce, della pietà e della giustizia "Lasciamo da parte le legislazioni le quali sono pure il prodotto e l'indice delle singole civiltà, e consultiamo la nostra coscienza". Del Colpevole e della pena "E vero: punitelo! è giusto!... Ma non si potrebbe trovare il modo di punirlo con qualcosa di diverso da ciò ch'egli commise?"; L'uomo e la natura "Ma non sanno essi che l'uomo è l'animale che teme ciò che le bestie non temono? non sanno essi che l'uomo è l'animale che sa di morire?". La pietà "Senz'altri argomenti e fatti, basterebbe questo, del sorgere del socialismo, a dimostrare che il regno della pietà è già inoltrato. Esso è un fenomeno d'altruismo"; "...perchè non è bene quello che coincide col male degli altri"(...) È la follia della croce, dunque; è la follia di S. Francesco. Una parte del genere umano si scalza, perchè l'altra parte è scalza. La seconda grande fase della storia è già aperta: l'homo humanus sta per prendere il posto dell'homo sapiens." La giustizia "non comincia se non dove giunge la pietà". Il futuro la lotta sociale quella di classe "Noi dobbiamo adempierlo tutti, intorno a noi, il gran sogno dell'avvenire, nel modo che meglio possiamo"; "Il più e il meglio che possa fare un animoso combattente in pro dell'ideale umano è di ridurre sé stesso più che può simile a quello ch'egli afferma dover esser gli uomini futuri."
"Ecco l'avvento! Quel che è cominciato già, sebbene non abbia ancora conquistata tutta la terra, è il regno della pietà, cioè della volontà, cioè della libertà".

Le vie e gli itinerari del Borgo in festa
Scorrendo il programma della festa salta subito agli occhi la quantità degli appuntamenti e la loro varia tipologia. Dal 9 al 14 ottobre, festa del Patrono, si potrà assistere a gare sportive, mostre, mangiare in svariati stand gastronomici, ascoltare complessi musicali, ballare con la musica romagnola, partecipare a laboratori di vario tipo dalla ceramica agli animali, ad incontri culturali, a spettacoli. Ognuno secondo i propri gusti può ritagliarsi un suo itinerario che sia lungo un solo giorno o i quattro della festa. Dei "luoghi parlanti" e degli "appuntamenti pascoliani" ne abbiamo già parlato, qui ne proponiamo altri.
Sono molte le possibilità di svago, di intrattenimento, ma anche di conoscenza, di incontro, di divertimento offerte questo anno dalla festa di Sant'Andrea. Di seguito indichiamo alcuni possibili itinerari, ma se ne possono costruire molti altri.
Per le date e gli orari completi si rimanda al programma della festa pubblicato in queste pagine.

La cucina della tradizione
Chi vuol ritrovare il gusto del mangiare tradizionale della Romagna e scoprire l'arte culinaria di altre regioni, può scegliere ogni sera uno stand ognuno con diverse proposte in via Melozzo, in piazza Mazzini, ma anche in altre parti del borgo. I prezzi sono contenuti ed è possibile cenare con tutta la famiglia. Come nelle altre edizioni saranno presenti in un gemellaggio enogastronomico altre regioni italiane: Sardegna, Toscana, Campania con le loro specialità. Quest'anno il Borgo saluta con particolare cordialità gli amici abruzzesi. In questo itinerario gastronomico si inserisce il laboratorio sulla "decantazione del vino" presso piazza Mazzini. In una osteria ricostruita ogni giorno, si potranno degustare tre vini diversi, si pagherà solo per il bicchiere. Somelier accompagneranno i partecipanti in un viaggio lungo una particolare strada dei vini con poesie, storie e percezioni sensoriali.

Musica, danza e ballo popolare
Se si vuol seguire la festa sul filo della musica non c'è che l'imbarazzo della scelta. Le proposte sono molte e cambiano ogni sera. Si può assistere a concerti di musica popolare e tradizionale con "Piccola orchestra zaclen", e "Siman tov trio" o con il complesso "Uva grisa" con i suoi valzer, polke, mazurche. Musica etnica con "Tziganotchka" (Est Europa e del Sud d'Italia), i Free Message (cover soul, musica nera) o Fermento Etnico. Non manca il jazz del "Jazz m.a.n. trio" Un affascinante viaggio nel Jazz dallo swing ai ritmi infuocati del jazzfunk e la musica moderna proposta in varie parti del Borgo. Non basta, si suonerà musica cubana, country e blues o la samba con Big Shoes Duo. Martedi festa del Patrono, si esibirà con un concerto, sempre per rimanere nell'ambito musicale il coro L. Benizzi con un repertorio assai vasto dai canti popolari a quelli religiosi e classici.
Alla musica è quasi sempre legata la danza, il ballo a seconda del genere musicale a cui si abbina. Vi saranno nei diversi giorni pedane per ballare il liscio o il folk.
Domenica 11 all'Arena Melozzo, a cura di Turisport-Benessere "Wellness dance": La danza del corpo e dello spirito (armonia e spiritualità nelle danze del Pacifico, dell'Africa, dell'Oriente).
Mercoledì 14, sempre all'Arena Melozzo, "Danza al borgo" 3° Rassegna delle Scuole di danza riminesi con balli delle tradizioni popolari regionali e di altre parti del mondo.

Laboratori per conoscere il canto, la ceramica, il vino, gli animali
Vi sono poi i laboratori per chi vuole essere in qualche modo partecipe più attivo ed imparare dall'esperienza di altri. Sono quattro ed ognuno si può inserire in un suo percorso, di quello sul vino ne abbiamo già accennato nella gastronomia.
Al lavatoio sarà allestito uno spazio dove si studiano e si imparano, con la guida della cantante Armida Loffredo, i "Canti popolari" presi dalle voci delle lavandaie (prenotazione obbligatoria).
In via delle Fosse, laboratorio di ceramica dove grandi e piccoli impareranno da ceramisti professionisti le tecniche di base della lavorazione dell'argilla. Le opere che ne verranno saranno cotte durante i giorni della festa. Per informazioni e prenotazioni 0541/780447.
Il quarto è il laboratorio per conoscere gli animali ed il luogo deputato è naturalmente il Foro Boario. Qui veterinari ed esperti parleranno di animali come il cavallo, l'asino, la capra e la pecora che un tempo vivevano a stretto contatto con gli uomini, del loro rapporto con l'uomo e di quanto questi a lui possono giovare anche a scopo terapeutico.

Le Mostre e le vie dei mestieri
Non tutti sanno e ancora meno i più giovani che il Borgo oltre ad essere punto di inizio delle strade verso l'entroterra era attraversato corsi d'acqua, stretto fra l'Ausa, il Marecchia, il Mavone e il Mavoncello. Tutte le acque che arrivavano a Rimini passavano di là. E in questi luoghi sorgevano mulini e il grande lavatoio. Una mostra in via Saffi illustrerà questa particolare caratteristica del Borgo. Molti invece sono ormai i riminesi che hanno sentito parlare della Fornace Fabbri, la fabbrica dei mattoni, uno dei più grandi complessi della regione. Da lì sono usciti i mattoni per costruire la città e in quegli stessi luoghi anche al tempo dei romani si cuocevano mattoni e laterizi. In via delle Fosse sarà allestita la "Mostra del mattone d'arte". Un itinerario quello delle mostre che si coniuga bene con i mestieri e le arti degli artigiani di una volta di cui ancora qualche vestigia si può ritrovare passeggiando per le vie di Sant'Andrea. Sempre in via Saffi vi saranno esposizioni di artigianato artistico.

Lo sport rievocato e praticato
Non poteva mancare lo sport con le sue competizioni. Bisogna ricordare che la parrocchia di Sant'Andrea ha, con l'aiuto di tutti i borghigiani, costruito uno dei più belli e funzionali complessi sportivi della città: il "Campo di don Pippo". Nei giorni della festa si potrà assistere alla gara del tiro alla fune. Di fronte le scuole Toti il pomeriggio di sabato 10 si partirà per la corsa podistica "3° Trofeo Don Pippo". Al parco Fabbri stesso giorno, Trofeo Città di Rimini - Gara per "cani da tartufo". Domenica, organizzata dallo Sport Club Velocifero, partenza da via Covignano angolo via delle Fosse per la Rievocazione storica Coppa dell'Adriatico per Moto Storiche. Gara il cui percorso passava dal borgo fino al 1948.
Sempre di moto si parlerà alla presentazione del libro "Il mistero delle Moto inglesi di Ferrari" della scrittrice modenese Nunzia Manicardi. Il libro ripercorre la passione del "Drake" per le moto ed il mistero dell'abbandono delle competizioni dopo aver vinto dal '32 al '34 il Campionato Italiano di motociclismo.

Da Sant'Andrea alla Valle del Marecchia
"Quei de borg ad S. Andrea" l'associazione che ha promosso la Festa ce l'ha messa tutta e sarà senz'altro all'altezza della situazione anche in questo anno di stretta economica.
Per la prima volta a Rimini partecipano ad una manifestazione della città i comuni della Valmarecchia che si sono uniti alla nostra provincia. E quale migliore occasione per incontrarsi della festa di un borgo storicamente porta del contado e della valle del nostro maggiore fiume. Una fratellanza destinata a durare. Si potranno col tempo ricostruire i vecchi legami con reciproco profitto culturale, turistico ed economico.

Una Chiesa fra la gente
La Comunità parrocchiale di Sant'Andrea ha sempre dato il suo contributo attivo alla realizzazione della festa anche con proprie iniziative. Non dimentichiamo che la festa cade nei giorni della ricorrenza del nostro Patrono, quindi il 14 ottobre vi saranno manifestazioni liturgiche: la Messa celebrata dal Vescovo e la processione per le vie del Borgo. Sarà poi scoperta una lapide con le date storiche della parrocchia e avverrà la Benedizione e inaugurazione della nuova statua di San Gaudenzo e la benedizione dell'immagine della Madonna del Buon Consiglio, conservata dalla parrocchia da oltre un secolo e giunta dall'Albania nel xv secolo. Nella chiesa sarà inaugurato un nuovo organo, accompagnerà i Canti del "Coro Polifonico San Gaudenzo"; saranno anche scoperte due lapidi, collocate nella facciata della chiesa, che riportano gli eventi principali della parrocchia e i nomi dei sette parroci che vi si sono succeduti.

 

 

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