I quadri di San Gaudenzo

Rimini - Notizie Borgo Sant'Andrea - mer 07 ott 2009
di Luca Vici

Percorso artistico all'interno della chiesa
Dal dipinto del Patrono alla copia di Guido Reni

All'interno della chiesa di San Gaudenzo nel Borgo Sant'Andrea è possibile osservare alcune opere artistiche di notevole pregio: oltre, infatti, alla piccola tela seicentesca raffigurante la "Madonna del Buonconsiglio", è possibile vedere altri dipinti molto interessanti.
E' il caso di quello raffigurante San Gaudenzo, di grande rilevanza perché è l'unico in cui il Santo è mostrato da solo mentre benedice Rimini. La città, retta da un angelo, è riconoscibile per delle guglie delle chiese di S. Agostino, del Tempio Malatestiano, della torre dell'orologio, oltre che dell'Arco d'Augusto,.
La tela, collocata nella prima cappella a sinistra, è stato restaurato in occasione del Giubileo del 2000, e può essere fatto risalire al XVIII secolo, mentre l'autore resta ignoto.
Altro dipinto di grande interesse artistico è certamente la copia del San Sebastiano di Guido Reni, il grande maestro della pittura seicentesca bolognese.
Nel mondo si trovano almeno cinque versioni di questo tema iconografico, anche se solo un paio probabilmente furono realizzate in prima persona dall'artista mentre le altre sono con tutta probabilità opere della bottega del maestro.
Sebastiano nacque probabilmente a Narbona, in Francia, nel 256 dopo Cristo, che si trasferì a Milano, arruolandosi nell'esercito romano, di cui divenne ufficiale.
Convertito al Cristianesimo, sfruttò il suo ruolo per aiutare altri cristiani che erano rinchiusi nelle carceri, e per questo venne condannato a morte dall'imperatore Diocleziano.
Fu legato alla colonna e subì il lancio di frecce che gli trafissero il corpo e che divennero in seguito il suo attributo iconografico.
In realtà la leggenda racconta che egli, creduto morto dai carnefici, fu da loro abbandonato e in seguito fu curato dalla vedova Irene e guarì.
Successivamente raggiunse Diocleziano per mostrargli il suo disappunto e questi lo avrebbe fatto percuotere con un bastone fino a farlo morire per poi buttare il corpo nella Cloaca Maxima.
Morì a Roma il 20 gennaio 288 d. C. ed il suo corpo fu recuperato da un cristiano avvertito in sogno dal santo e seppellito nelle catacombe.
L'opera di Guido Reni è assai innovativa poiché mostra San Sebastiano con le mani legate e il volto rivolto verso l'alto, a contemplare, attraverso l'estasi, ciò che agli uomini non è dato vedere.
Questa sorta di dialogo tra gli occhi del Santo e la luce che lo illumina squarciando il cielo oscuro, mostra la bellezza del corpo, che non è scalfita nemmeno dalle frecce che, nonostante penetrino profondamente nel corpo, non provocano nessuna fuoriuscita di sangue, quasi a non voler intaccare la purezza dell'incarnato.
La copia seicentesca conservata a San Gaudenzo, di buona qualità, fu probabilmente realizzata di un anonimo artista locale. Dunque una sorta di tributo al maestro bolognese che con quest'opera di grande successo aveva aperto un nuovo filone nella rappresentazione di "santi estatici", la cui rappresentazione dunque andava ben al di là della semplice valenza iconografica.
Fonti: Piergiorgio Pasini, Arte ritrovata

 

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Copyright ©2013  - č