Un'odissea firmata Alitalia

Rimini - Notizie Borgo Sant'Andrea - mer 07 ott 2009

Vorrei raccontarvi cosa mi è accaduto ieri dopo aver prenotato un volo per Roma; un mese fa avevo prenotato presso l'agenzia Lilliput di p.zza Ferrari in Rimini, un viaggio per Sydney in Australia con partenza il 23.09 da Roma alle 14, di conseguenza via internet pochi giorni or sono ho prenotato l'avvicinamento a Roma con il volo Alitalia da Rimini sempre per lo stesso giorno.

Verso le 9,30 del mattino ho chiamato l'areoporto di Rimini per sapere se il volo era in orario e mi è stato detto che il volo era cancellato e che non erano tenuti ad avvisarmi, ma mi hanno chiesto se volevo andar a mie spese a Bologna per un altro volo Alitalia delle 11,30.
Sono andato a Bologna e per poco sono riuscito a salire a bordo sul volo az 1314.
Qui comincia il calvario, dopo mezzora di sosta a bordo il comandante ci ha comunicato che per problemi tecnici c'era un ritardo ma saremmo partiti quanto prima ed avrebbe recuperato in parte il ritardo. Tra i passeggeri (circa 120) è cominciato il disappunto e verso le 13 sono saliti a bordo dei tecnici per la riparazione e noi eravamo sempre a bordo. Per la farla breve alle 13,30 è salito a bordo il caposcalo dell'Alitalia che ci ha confermato che tutti saremmo stati "riprotetti" su altri voli. Avendo dovuto spegnere i motori per le riparazioni, sono stati aperti i portelloni perchè era caldissimo e non c'era più acqua da bere, dopo un poco ci hanno portato dal catering Alitalia 7 e dico sette bottiglie di acqua rigorosamente calda. Alle 14 ci hanno fatto scendere e riaccompagnati con il bus all'aeroporto abbiamo atteso 30 minuti per la riconsegna dei bagagli, poi hanno aperto due banchi di accettazione e li io ho aspettato in fila, in piedi senza bere e mangiare fino alle 16,30 ora in cui dopo 45 minuti l'impiegata di turno mi ha proposto un volo sostitutivo da Bologna a Parigi per le 18,30 con l'Air France quindi dopo tre ore di attesa a Parigi sempre con l'Air France avrei fatto scalo a Singapore e da li dopo 2 ore avrei preso il volo per Sydney della Qantas.
Bene se credete che sia finita lì vi sbagliate perché alle 17,55, cioè 5 minuti prima dell'imbarco tramite gli altoparlanti mi hanno fatto ritornare all'accettazione dove per altri 20 minuti non mi è stato comunicata la motivazione, dopodichè è arrivato il nuovo caposcalo di turno e mi ha comunicato che non era possibile farmi partire perchè tra l'Alitalia e la Thai air (compagnia con cui, si scopre, sarei dovuto andare a Sydney), non c'era un rapporto di reciprocità e che alle 19,30 sarei potuto andare Roma ed arrangiarmi. A quel punto ho toccato con mano che compagnia è l'Alitalia (CAI) e a mie spese sono tornato a casa dopo 11 ore di stress e stanchezza e non essendo anziano ma avendo già compiuto 61 anni vi assicuro che è stancante. Stamane ho telefonato sempre all'Alitalia dove mi hanno confermato che loro rispondono solo della loro tratta e non del danno conseguenziale e che il rimborso di 76€ dietro richiesta scritta con raccomandata mi sarebbe stato riconosciuto fra qualche mese ma solo una piccola parte. All'impiegata (che non può rispondere delle normative imposte dalla società) ho detto in maniera molto garbata che questa elemosina la potevano devolvere in beneficenza, con tutto rispetto per la parola elemosina fatta nei confronti dei meno fortunati.
Immagino che di queste storie ve ne siano pervenute più di una ma se avrete l'opportunità di pubblicarla sarebbe di monito a tutti coloro che vorranno usufruire dei voli e l'organizzazione Alitalia.
Non volendo nascondermi dietro l'anonimato mi presento non avendo nessun timore avendo riportato solo la cruda realtà dei fatti. (povera Italia!).

Sergio Becattini- Rimini

 

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