RIMINI Non si vede la fine del tunnel

RIMINI - Notizie Sport - mer 22 ott 2008
di Enzo Pirroni
[{CALCIO SERIE B Le settimana di fuoco è iniziata male} Ko a Frosinone e dopo il Brescia bisognerà affrontare Livorno e Mantova] In attesa del recupero col Brescia che si è giocato al “Romeo Neri” nella serata di martedì 21 ottobre – dunque mentre questo giornale era in stampa - sabato scorso, l’undici del professor Selighini ha subito la terza sconfitta consecutiva in terra di Ciociaria contro il Frosinone di mister Braglia. 3 – 1 il risultato che condanna inesorabilmente i biancorossi e li relega al penultimo posto in classifica generale con appena cinque punti racimolati in otto gare. La situazione è pesante. Se si volesse essere realistici fino in fondo, guardando i numeri ci sarebbe di che preoccuparsi e trarre nefasti presagi: una sola vittoria all’attivo, due pareggi e cinque sconfitte non sono certamente un bilancio incoraggiante. Inoltre la compagine riminese è andata in gol in sette occasioni soltanto mentre le reti subite ammontano addirittura a sedici. La nostra difesa è, dopo quella dell’ Avellino (diciassette gol subiti), la più perforata. Allo stadio Matusa di Frosinone, di fronte a circa tremila spettatori, i cinquanta e più supporters nostrani che avevano, anche in questa occasione seguito la truppa biancorossa, verso la fine dell’incontro hanno contestato i giocatori riminesi. Dopo il secondo gol di Dedic, quello del tre a uno, dalla curva che ospitava i nostri irriducibili tifosi, sono saliti cori di dileggio e insistentemente è stato evocato il fantasma della Serie C. C’è da dire che le assenze di giocatori dello spessore di Regonesi e Vitiello pesano e non poco ma, al momento attuale, e la partita contro il Frosinone, l’ha confermato, il Rimini è una squadra ancora in cerca di una propria identità. Forse, il limite, se di limite si può parlare, palesato dal trainer che è sceso dalle alture del Montefeltro è l’irrequietezza che lo ha portato a mutare, settimana dopo settimana la propria formazione. Finora, il tecnico, si è mosso a strappi ed elissi in un incomprensibile balbettio che nulla di positivo ha prodotto. Ripeto, dopo otto giornate (quando il giornale uscirà saranno nove), un consuntivo, provvisorio fin che si vuole, va fatto. Non c’è, al momento, una voce che sia all’attivo nel bilancio della nostra squadra. Il calendario prossimo-futuro è davvero spaventevole: Brescia, Livorno e Mantova in sette giorni. La domanda che si pone è sempre la stessa: Come mai il giochino perfetto creato da Von Clausewitz Acori si è rotto? Di chi le colpe? Ammesso che la sostituzione del tecnico starebbe a significare per i falegnami di Ponte Ospedaletto l’ammissione di un errore di scelta, per il bene della squadra occorre una sterzata. Occorre far pervenire un nuovo messaggio. Trovare, finché si è ancora in tempo i rimedi. Riparare ai guasti, se guasti ci sono stati. Perché nel calcio si fa presto a passare da un estremo all’altro. Il calcio è una delirante sequela di adorazione iperbolica, di estasi che improvvisamente trapassa in ombrosa ira, in resipiscenza, in freddezza, in disinteresse. Riflettano i bravi dirigenti che tanto hanno fatto per il foot-ball nella nostra città.

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