RIMINI C’era una volta la birra made in Rimini

RIMINI - Notizie Storia Borgo Storia Borgo Marina - mer 22 ott 2008
di Luca Vici
[{Sorgeva presso la stazione e fabbricava anche ghiaccio} Lo stabilimento Spiess fu il più grande della città] La storia recente della nostra città è costellata di scomparse. Tra queste la distruzione immotivata del Kuursal o la mancata ricostruzione di tanti edifici che talvolta erano stati danneggiati dalla guerra in modo non così serio da meritare quella fine, come il palazzo del Cimiero “sostituito” dal palazzo Fabbri in piazza Ferrari, fino al teatro Galli. Pochi riminesi però ricordano la storia della birreria Spiess, che era all’inizio del XX secolo la fabbrica più grande della nostra città, e che dava lavoro a quasi cento dipendenti. La sua storia iniziò nell’anno 1905 quando giornali dell’epoca - tra cui “La Riscossa” e “L’Ausa” - annunciarono trattative tra Traugot Spiess, proprietario della Brauerai Spiess, rinomata società svizzera per la produzione di birra, e il Municipio di Rimini, per la realizzazione di due grossi stabilimenti industriali, uno per la produzione della birra, con annessa fabbricazione di barili e botti, e l’altro per la fabbricazione del ghiaccio. Le trattative si conclusero positivamente a dicembre, e tale accordo venne visto come un successo per Rimini, che aveva vinto la concorrenza di altre località romagnole, considerate meno appetibili della nostra. Le fabbriche Spiess si andarono ad insediare in un terreno di 6.000 mq davanti alla stazione ferroviaria, e già nell’ottobre 1906 venne commercializzata la prima birra uscita dalla nuova fabbrica, subito apprezzata dal mercato. L’edificio in cui si insediò la birreria fu realizzato su progetto dell’ingegnere svizzero Berger e costò oltre mezzo milione di lire. Lo stabilimento riminese era considerato tra i più sofisticati d’Europa e fu oggetto di visite continue da parte di numerose comitive. I problemi della birreria, inizialmente, derivarono dalla sua posizione così vicina alla stazione ferroviaria: con l’arrivo sempre più numeroso dei turisti, era aumentato il traffico e le manovre per i carri della birra erano sempre più difficoltose: non mancarono numerosi incidenti. Inoltre dal 1910 gli esercenti iniziarono a lamentarsi del prezzo della birra Spiess ritenuto troppo alto, mentre a sua volta l’azienda si giustificava con i dazi troppo esosi. Questa diatriba venne risolta solo apparentemente con un incontro tra le parti: il servizio di fornitura veniva ora giudicato scadente, in quanto la birra era consegnata in ritardo e il ghiaccio era sempre in quantità inferiore a quella richiesta perché si liquefaceva durante il trasporto, poiché il numero crescente di quantitativi richiesti ovviamente dilatava i tempi di consegna. Le numerose agitazioni tra lavoratori della fabbrica e direzione peggiorò le cose, fino ai licenziamenti del 1912, che resero la birreria invisa alla stampa locale {Fonte Il «“delitto” Spiess» di Manlio Masini}

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