Un mondo che svanisce nelle nebbie del Po
Si intitola “La signora del caviale” il nuovo romanzo di Michele Marziani
Incontro con l’autore a Rimini sabato 24 ottobre
La Signora del caviale è una persona di quelle che ti rivolgi a lei con deferenza, anche se non sai perché. O forse sì: perché sai che un suo sorriso può schiuderti le porte di un mondo. La Signora del caviale ti guarda da lontano, e la sua figura svanisce piano nelle nebbie del Po. Nelle nebbie del tempo… La signora del caviale è il terzo romanzo di Michele Marziani, dopo “La trota ai tempi di Zorro” e dopo il recente “Umberto Dei”. La storia l’accenniamo appena: è ambientata lungo il Po, nel Ferrarese, ed è un mito ormai più che una semplice storia, il mito del caviale fatto con gli storioni del più importante fiume italiano, una tradizione portata avanti dalle famiglie ebraiche. Solo che scoppiò la guerra… il resto è facile supporlo.
A Michele Marziani chiediamo di raccontare in due parole non la storia ma lo spirito del libro.
“Questo libro racchiude la scomparsa di un mondo che è sì quello del caviale del Po, ma inteso come la metafora di un mondo che scompare, perché rimane chiuso nel mezzo di quelle che considero le due maggiori disgrazie del secolo scorso, ovvero il razzismo, le leggi razziali, e il degrado ambientale. Fare il caviale del Po era prerogativa degli ebrei, a Ferrara e probabilmente anche a Venezia. Succede che all’inizio della guerra scompaiono gli ebrei e quando la guerra finisce, comincia l’altro grande dramma, ovvero l’inquinamento. L’idea della superiorità della razza e dell’uomo che può tutto e non si pone limiti nascono dalla promessa della modernità. E ne rappresentano l’epilogo.”
La pesca degli storioni, ormai una leggenda in Italia. Marziani la racconta con un ché di poetico.
“Intendiamoci, come tutte le attività di pesca professionali, era una pratica estremamente cruenta: parliamo di pesci che raggiungevano i due metri. Ma aveva dentro di sé questa cosa, che i pescatori di storioni erano sì poveracci come qualsiasi contadino ma a differenza di quest’ultimi avevano la possibilità, come dice il Turco del mio romanzo, di poter vincere al casinò. Nella schiavitù dei mestieri umili, ecco, questo è estremamente libero”.
Tutto il dramma della shoah è racchiuso in un’immagine: un gruppo di ebrei che fuggono da un carro bestiame. È come un velo che si squarcia da davanti alla verità. Cosa accomuna la vergogna delle leggi razziali alle paure di oggi?
“I totalitarismi che diedero vita alle leggi razziali rappresentavano la paura del mondo che cambiava. Ecco, io ho paura di quella stessa paura che allora dettò le leggi razziali. Ma non credo che sia reale lo scontro fra le culture: ad alto livello, le culture si confrontano sempre”.
Chiudiamo con una breve “informazione di servizio”: Michele Marziani presenterà per la prima volta la Signora del caviale a Rimini sabato 24 ottobre al Ceis alle ore 18.
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