Breve la vita felice di Nik Novecento

RIMINI - Notizie spettacoli - mer 07 ott 2009
di Lorella Barlaam

Il 14 ottobre la presentazione con Pupi e Antonio Avati al Maurizio Costanzo Show

Il primo libro del giornalista riminese Michele Sancisi

"Nik Novecento" è il libro appena uscito per L'Epos in cui Michele Sancisi, riminese classe 1963, giornalista della redazione di Sky Cinema a Milano, racconta l'attore-simbolo del cinema degli Avati, scomparso nel 1987 a soli 23 anni. «Questo libro è costruito un po' come un'indagine tesa a ricostruire il caso-Novecento», ci ha raccontato Sancisi. «Frammenti di un caleidoscopico personaggio, a tratti misterioso e insondabile, come la sua convivenza con la malformazione congenita, forse trascurata, che all'improvviso gli fermò il cuore. Nel poco tempo che ha avuto a disposizione - appena 4 anni da quando Avati lo scoprì sull'Appennino bolognese con i provini di "Una gita scolastica" fino all'ultima partecipazione al "Maurizio Costanzo Show" come opinionista comico - è riuscito a entrare in profondità nel ricordo di un vasto pubblico, divenendo un'icona pop degli anni ‘80. Nik è stato definito in molti modi dalle persone che ho intervistato, ma la maggioranza dei testimoni lo paragona ad un angelo, a una creatura non di questo mondo. Per raccontarlo la forma migliore era quella corale, e così il libro, tra le altre, intreccia le voci di Antonio e Pupi Avati, Maurizio Costanzo, Diego Abatantuono, Fabio Fazio, Fabio De Luigi, Gianni Cavina, Carlo Delle Piane. Nik, che amava essere sempre in mezzo a tavolate di amici e all'attenzione generale, avrebbe certamente gradito. »

Che cosa sarebbe diventato se fosse vissuto più a lungo?

«Ho sentito molti pareri, ma credo che sarebbe potuto diventare più un personaggio televisivo che un attore di cinema vero e proprio. Nik ha vissuto la sua stagione di attore nel contesto molto particolare del cinema dei fratelli Avati, una dimensione familiare che non ha paragoni nel cinema italiano. La televisione invece lo attirava enormemente, perchè amava la quotidianità, la leggerezza, il successo nella misura in cui gli dava la possibilità di conoscere gente, ragazze, di vivere in compagnia, circondato dall'affetto e dalla simpatia».

In che cosa secondo te la vicenda di Nik Novecento è ancora attuale?

«La vita e la morte, praticamente in diretta, di Nik sono state forse il primo, tragico reality della televisione italiana. L'attuale discussione sugli spot ‘postumi' con Mike Bongiorno ricalca le discussioni che ci furono nel 1987 per la trasmissione delle puntate "postume" con Nik del Costanzo Show (che il 14 ottobre lo ricorderà con una puntata speciale a lui dedicata). La televisione è uno specchio della vita, che a volte va oltre la vita stessa».

 

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