"Se lei avesse portato il velo..."
La morte di Sanaa di seguito un contributo controverso
Martedì 15 settembre 2009 a Pordenone una ragazza marocchina di 18 anni viene sgozzata dal padre perché si era innamorata di un ragazzo italiano di religione cattolica. I giornali scrivono questo sulla notizia del giorno "mussulmano uccide la figlia perché innamorata di un cattolico" ma qui l'islam non ha nessuna colpa. La fede, l'osservanza e l'educazione religiosa dei figli hanno grande importanza nell'Islam, cosicché tutto il sistema dei rapporti familiari è influenzato da esse. Nella famiglia vengono inculcati nella personalità dei figli i valori della solidarietà, della gentilezza, della tolleranza e della comprensione: in essa si realizza l'ambiente più idoneo allo sviluppo della personalità umana. I mussulmani amano i figli. (...) E questi, dunque, devono essere curati con amore e dedizione, incoraggiando sempre però il loro spirito d'iniziativa e di collaborazione: l'idea di una madre serva dei propri figli è aliena all'Islam. (...) Secondo il Profeta dell'Islam, le persone a cui si deve più rispetto sono i propri genitori, e la madre in particolare, che ha diritto all'amore dei figli tre volte più del padre. Importantissima, dunque, per l'Islam, è la trasmissione di quel sistema di valori straordinari che ha reso la società islamica categorica nell'incoraggiare al bene e nel proibire il male. (...) Tutte queste cose, secondo il mio personale parere, i genitori di Sanaa non le hanno affatto trasmesse alla figlia in quanto a 18 anni non portava il velo, si vestiva con abiti scollati e si truccava; scelte che, se fosse stata ben istruita dai familiari, non avrebbe fatto. Non è assolutamente vero che una donna mussulmana non può sposare un uomo di un'altra etnia l'importante è che sia mussulmano o che si converta prima del matrimonio, per risolvere la cosa senza stragi bastava semplicemente che il padre della ragazza andasse a parlare pacificamente con il fidanzato spiegandogli quello che doveva fare per vivere tranquillamente con la sua amata. Con questo articolo non voglio certo criticare i suoi genitori o ritenermi meglio di loro, ma desidero fare capire a tutti i lettori che questo folle gesto viene da un uomo di mentalità chiusa e non sicuramente dalla religione islamica, molti credenti non condividono ciò che il padre di Sanaa ha fatto perché mette in cattiva luce tutti gli altri arabi che vivono nel nostro paese e quelli che hanno abbracciato la fede islamica. Altri invece condividono perché dicono che i giovani di oggi sono troppo ribelli e non si riesce a controllarli: non è assolutamente vero! Conosco centinaia di famiglie, arabe e non, che crescono i loro figli secondo il Corano ed è una gioia vedere come ragazzini e ragazzine di neanche 10 anni sappiano già come muoversi nella religione, iniziano a fare la preghiera, il digiuno e usano un abbigliamento consono all'Islam pur frequentando normalmente le scuole miste e avendo come amici cristiani, ebrei, buddisti o atei. L'importante è sapersi integrare e rispettare il prossimo, cosa che forse ai genitori di Sanaa non è proprio riuscita bene. A questo punto, viene da chiedermi: non sarà arrivato il momento di aiutare queste persone a integrarsi nel nostro paese e a conoscere meglio la loro religione per capirne i gesti, invece di giudicare a priori? Se non ci fosse stata tutta questa ignoranza oggi invece di un funerale si festeggerebbe un matrimonio misto.
Ma vita e libertà sono diritti assoluti
di Claudio Costantini
Pubblichiamo volentieri la lettera di Hanife (le parti omesse per spazio non ne tolgono il senso): è sempre utile conoscere più di un giudizio su certi fatti così importanti. Siamo contenti che la religione non centri con l'assassinio di Sanaa da parte del padre e d'altronde sono molti a pensarla così. Fatti del genere avvengono purtroppo in molti paesi, ma in alcuni vengono tollerati come "delitti d'onore" a differenza di altri in cui sono condannati e puniti severamente come nel nostro. Ma ci stupisce che mentre si affermi la giusta difesa della proprio credo non traspaia alcuna pietà per la ragazza sgozzata, non si condanni nel modo più fermo il gesto insano, crudele ed inumano del padre se così si può ancora chiamare. E possibile che nella famiglia, i parenti nessuno abbia cercato di fermare il genitore che da giorni meditava quello che poi fece? Nella lettera si dice che vi sono anche coloro che condividono il gesto perche i "giovani d'oggi sono troppo ribelli"! Queste persone in un pese democratico sono considerati complici. Si dice anche che se Sanaa si fosse comportata bene secondo una certa regola sarebbe ancora in vita. Ebbene ribadiamo quello che abbiamo scritto nel numero precedente, che il diritto alla vita e alla liberà appartiene ad ogni singola persona e non ad altri. Sanaa era libera di scegliere l'uomo con cui condividere il futuro al di là della religione, della razza e di qualsiasi credo. Gli occhi si dovrebbero riempire di lacrime ogni volta che si ricorda Sanaa.
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