RIMINI Il fallimento
RIMINI - Notizie Storia Borgo Storia Borgo Marina - mer 22 ott 2008
di Luca Vici
[Il proprietario fu perfino accusato di collaborazionismo con l’Austria]
Il colpo definitivo alla fabbrica fu dato dalla prima guerra mondiale: in quanto svizzero, Traugot Spiess fu accusato di avere contatti con ditte tedesche, e di tramare contro la nostra città. Il conseguente boicottaggio e la chiusura anticipata della stagione balneare determinarono un calo vertiginoso delle vendite e quindi una drastica riduzione della produzione e del personale. La fabbrica chiese di poter aver ancora sostegno finanziario presso gli istituti di credito, ma il clima ostile che si era creato portò ad un rifiuto. Aiuto non venne nemmeno dal comune, che nemmeno dieci anni prima tanto si era speso per la sua apertura. La fabbrica dunque dichiarò fallimento e fu posta sotto sequestro. Nel giugno del 1917 lo stabilimento venne messo in vendita ma, andando deserte le prime due aste, fu acquistata ad un prezzo risibile da affaristi riminesi interessati solo al riutilizzo del materiale. I primi giorni di ottobre del 1918 così si spense, a colpi di piccone, la più grande fabbrica della città che, soprattutto nel periodo post bellico, fu rimpianta da tanti riminesi disoccupati colpiti dalla grave crisi economica in cui era piombata l’Italia.
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