Intorno alla cucina: Öla occitana

RIMINI - Notizie il taccuino della tavola - mer 23 set 2009
di Michele Marziani

L'Occitania è un territorio transnazionale, una nazione non nazione, dove ancora si parla la langue d'oc, l'occitano provenzale, la lingua romanza che per dire sì, dice oc. Idioma e cultura antichi, dimenticati, osteggiati anche, ma con tanto di Nobel per la letteratura: il poeta Frédéric Mistral, nel 1904. L'Occitania, va dalla val d'Aran in Spagna, passa attraverso la Francia meridionale e arriva fino ad alcune vallate italiane, in Piemonte, in provincia di Cuneo. Qui, in Val Maira, ho assaggiato la öla, vero monumento alla sobrietà: minestrone di patate, porri, fagioli e costine di maiale (si mette tutto in pentola con l'acqua e il sale), cuoce a forno spento, dopo aver sfornato il pane, per almeno una decina di ore, piano piano, mentre il sasso perde calore donandolo alla öla, la pentola di coccio che dà il nome alla zuppa. Si può fare anche sul fuoco, facendo cuocere fino a quando la carne delle costine si disfa e diventa introvabile. 

 

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