Peter Murphy in concerto il 3 ottobre al Velvet
Ultimo viene il corvo
Il leader dei Bauhaus rispolvererà vecchi successi e presenterà nuove idee
Arcano, impenetrabile, inaccessibile, inesplicabile: questo è Peter Murphy. Incute timore per il biancore cartilagineo della sua pelle e per la freddezza del suo sguardo. Vi parla “da dentro di esso, con una voce ipnotica e agghiacciante”. Assieme a Robert Smith dei Cure, Siouxsie Sioux dei Siouxsie & The Banshees e il compianto Ian Curtis dei Joy Division, è una figura di primaria importanza nella scena musicale inglese e mondiale degli anni 80, nota come ‘dark’. Front-man dei Bauhaus, gruppo post-punk per eccellenza, in attività dal 1978 al 1983, Murphy ha seguito una sua carriera solista dal 1985 con molti lavori tutti elogiati da critica e pubblico. Convertitosi all’Islam, si è lasciato ispirare da scrittori Sufi come Geylani, Jellauddin Rumi e Sadruddin Konevi. Sebbene sia considerato un autore mistico, non condivide questa lettura e in una rara intervista realizzata dal portale italiano Rockline.it afferma “Il mio approccio alla scrittura di testi consiste nell’evocare un’esperienza che ha molto spesso a che fare con l’ineffabile. Le parole, come la musica, sono capaci di evocare un sentimento che trascende il puro racconto figurativo”. Ma la sua figura è tuttora legata saldamente al periodo di ‘Bela Lugosi’s Dead’. Curiosità: ricordate il film ‘Il Corvo’? L’autore del fumetto da cui è stato poi tratta la pellicola, James O’Barr, ha dichiarato che Eric, il protagonista, era stato modellato in parte su Iggy Pop (riferendosi ad una delle tre maschere del teatro inglese drammatico “Ironia”) e in parte su Peter Murphy, legandolo quindi alle altre due rimanenti maschere, “Dolore” e “Disperazione”. Di conseguenza ogni vostro flashback sullo sfortunato attore Brandon Lee, Eric nel film, in qualche modo deve essere “ritarato” sulla fisionomia di Murphy. Sabato 3 ottobre il cantante arriverà al Velvet di Rimini, per una delle cinque tappe italiane del ‘Secret Cover Tour ‘09’, durante le quali proporrà grandi classici dei Bauhaus e brani del suo nuovo disco. Di quest’ultimo non si sa praticamente nulla. Dal sito web di Murphy si scopre che sono state realizzate due cover ‘Space Oddity’ di David Bowie e ‘Instant Karma’ di John Lennon: si presume saranno contenute nel nuovo lavoro. Inoltre in un blog non tanto datato su Myspace, Peter annunciava di essere al lavoro appunto sul suo ultimo album, forse prodotto da un altro ‘simpaticone’ della musica mondiale come Trent Reznor dei Nine Inch Nails e che forse avrebbe incluso una versione del brano ‘Warm Leatherette’, eseguita insieme dal vivo. Un saldo legame di amicizia tra i due, che si concretizza in diverse apparizioni del Padrino del Goth nei live dei NIN. Questa assenza di informazioni sembrano ben alimentare il lato oscuro dell’artista. Per certo, la sua teatralità minimalista e la postura da nobile fantasma in atmosfere cupe e tetre sono la minima aspettativa ad un suo concerto. Come succedeva 25 anni fa. E staremo lì al concerto per verificare.
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