Un marciapiede da marciapiede
Degrado degradante
Rimini, via Brighenti: ma quanto a buche è come essere nel Carso del 1917
Per uomo o donna da marciapiede si intende una persona che esercita una professione degradante (almeno nell’era pre-D’Addario), e nella forma più degradante. E se a toccare il fondo della degradazione è un marciapiede? Avremo un marciapiede da marciapiede, spettacolo indecente e scandaloso, sconsigliabile ai bambini e imbarazzante per i turisti. A differenza degli esseri umani della stessa risma, i marciapiedi da marciapiede non stazionano lungo gli stradoni di periferia: infestano soprattutto il centro storico, esibendo oscenamente ad ogni ora del giorno e della notte orifizi dei diametri più svariati, malamente coperti da qualche brandello d’asfalto. Ma i marciapiedi da marciapiede sono molto peggio delle donne da marciapiede, che si limitano a far cadere in tentazione i padri. I marciapiedi da marciapiede fanno cadere, e non in senso traslato, anche madri, nonni, figli piccoli, neonati, e qualunque creatura sia in grado di muoversi su gambe o su ruote.
Prendiamo il marciapiede da marciapiede di via Brighenti aRimini, sul lato opposto al Liceo Classico. Cinquanta metri di buche, crepacci, crateri e trincee stile Carso 1917. Solo un rettile può percorrerli senza rischio di inciampare. I bipedi residenti nei dintorni sono alla disperazione, e non li consola il fatto che il marciapiede è così dissestato che ormai nemmeno i cani osano più andarci a fare la cacca per paura di azzopparsi. Si era sparsa in giro la voce che il marciapiede venisse conservato in quello stato fino al 20 luglio 2009 perché gli americani volevano usarlo come location per una rievocazione dello sbarco sulla Luna. Ma siamo già in autunno, e di americani non se ne sono visti – meglio per loro, perché con la gravità terrestre, un piccolo passo avanti sul marciapiede di via Brighenti può diventare un grande capitombolo per l’umanità, come ben sanno i passanti. Inutile tempestare il Comune di segnalazioni, magari corredate da foto: tutto resta com'è.
Finché gli abitanti di via Brighenti non decideranno di darsi all'arte casearia e di utilizzare le buche del marciapiede come fosse per stagionare i formaggi, non possono fare altro che invidiare i colleghi della vicina via Castracane, dove fino a qualche tempo fa esercitava un altro marciapiede da marciapiede socialmente pericoloso. Oggi, coperte le sue nudità con un manto d’asfalto, è di nuovo un marciapiede perbene, perfettamente reinserito nella società, amico dei bambini e degli anziani. Perché mai l’opera di redenzione dei marciapiedi non si è estesa a via Brighenti? Pare che all’Assessorato ai Lavori pubblici circoli la teoria secondo cui proprio sotto quel tratto di marciapiede si scontrano la zolla adriatica e quella appenninica. Tu lo pavimenti, e cinque minuti dopo arriva uno sciame sismico che sbaracca tutto, dunque inutile sprecare soldi. Insomma, per riportare quel marciapiede sulla via della virtù ci vorrebbe un miracolo. Che sia il caso di chiedere una grazia a don Oreste Benzi?
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