La butega de giaz

Rimini - Notizie Centro Storico - mer 23 set 2009

In via Santa Maria al Mare

Era il tempo in cui i frigoriferi si vedevano solo  nella pubblicità o nei film americani

Negli anni '60, quando ero un bambino, la “Fabbrica del ghiaccio”, la Butega de giaz aveva la sua sede in via S. Maria al Mare. Allora, infatti, i camion e i pescherecci non avevano celle frigorifere per affrontare lunghi viaggi, per cui per conservare gli alimenti deperibili occorreva “agghiacciarli”. La titolare della Bottega era la Signora Fausta, che la gestiva insieme al marito: nella fabbrica il ghiaccio veniva prodotto da una macchina che trasformava l'acqua in grossi blocchi di ghiaccio. In questo processo produttivo occorreva fare molta attenzione a non disperdere acqua mentre la macchina doveva essere continuamente controllata per evitare che il motore si rompesse.

La fabbrica era sempre in funzione e si lavorava dall'alba fino a notte tarda con qualche ora di pausa nel pomeriggio. La produzione infatti si intensificava in corrispondenza delle ore in cui si concentravano i trasporti di alimenti, che andavano conservati: carne, frutta, verdura. Anche l'attività della pesca richiedeva grandi quantità di ghiaccio e per gli affari della Fausta era fondamentale. I grossi camion arrivavano la mattina all'alba alla fabbrica e caricavano grosse quantità di ghiaccio in blocchi o tritato se si trattava di pesce nelle cassette. Non potete immaginare il rumore, tra le urla dei camionisti, quelle della Fausta, il motore dei mezzi e lo scaricamento del ghiaccio. Erano loro a svegliarmi la mattina e non mia nonna! La stessa cosa poi, si ripeteva verso sera.

Anche le famiglie di Rimini erano clienti della Fausta, dato che avere il frigorifero in casa era un lusso che nessuno poteva permettersi, anche se vedevamo la pubblicità in televisione, per cui si provvedeva così alla conservazione di carne, pesce ecc.

Anche noi bambini, tra un gioco e l'altro andavamo a tò e giaz per farci il ghiacciolo e la Fausta ce lo regalava volentieri e ci chiedeva in cambio di fare i bravi a casa. Noi ragazzi ci spremevamo sopra un limone oppure lo tritavamo per farci la granita ed era davvero un ottimo giazol, amici!

Claudio Cupi

 

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