Quando San Giovanni era San Genesio
Le nostre case di mille anni fa.
Un quartiere popoloso con tante botteghe artigiane, orti e cortili
L’edilizia medievale del borgo San Giovanni era caratterizzata da unità edilizie dalla planimetria allungata, con la particolarità di avere il fabbricato principale sulla strada principale (l’odierna via XX Settembre), insieme alle attività produttive connesse. Questo tipo di edifci si era diffuso già dal VIII-X
secolo, e si contrapponeva al modello di casa “solariata”, che si sviluppava cioè verso l’alto,
e che doveva essere certamente più diffusa nel centro cittadino, dove mancava lo spazio.
Nella parte posteriore delle case borghigiane, invece, si distendevano i cortili, gli orti, dove
i documenti attestano la presenza di bestiame, comprese le capre, il cui allevamento era
vietato nella nostra città solo nel borgo di San Giuliano.
Un esempio di come doveva essere il borgo si è miracolosamente salvato. E’ nella corte raggiungibile dallo stretto vicolo all’inizio di via Tripoli, sulla sinistra in direzione mare. Soffocate fra moderni e alti condomini, restano casette ben restaurate che restituiscono l’immagine dell’abitare di mille anni fa.
Le fonti antiche attestano infatti la presenza di 81 cortili e cortiletti, 6 terreni scoperti, oltre a
68 orti, a dimostrazione di una alta concentrazione abitativa. Nei documenti del XIV secolo
vengono descritti 43 edifci, sicuramente sorti in secoli precedenti, che fgurano come costruzioni modeste: in 20 casi ad un solo piano, 4 con solaio, e 1 con balcone. La copertura in 15
casi è in coppi, ma non mancano altri materiali: il legno, ad esempio, che veniva impiegato anche per le chiusure perimetrali.
Il borgo, che nel Medioevo era detto “di San Genesio”, era popoloso e attivo: nel XV secolo contava 125 abitazioni, dotate di 32 botteghe. Le attività erano soprattutto artigiane, con prevalenza di carrai, fabbri e calzolai. Le abitazioni erano modeste e quasi tutte ad un solo piano. Mentre nell’alto Medioevo le case erano in prevalenza costruzioni di legno costituite da un unico ambiente al pianterreno (i buchi dei pali si vedono ancora oggi all’interno dello scavo della domus del chirurgo), nel periodo
basso Medievale (XII-XIII sec.) si affermò la tipologia della casa a tre locali (cucina, soggiorno e una o più camere).
Le case “a schiera” si svilupparono tra i secoli XIII e XIV; s
i risparmiava sul terreno e anche sulla costruzione di una parete muraria. Tali realizzazioni venivano regolate da norme sul diritto di appoggio ad un’altra abitazione: da questi atti emerge come le travi dei solai e dei tetti venissero infsse nei muri di confne, confermando così anche la natura “portante” delle pareti murate.
Sempre nel periodo basso Medievale furono introdotti i bagni esterni con scarico in una
stretta fogna, allestiti in sporti orientati sul cortile, che soppiantarono la fossa.
Fonti: Oreste Delucca, “L’abitazione riminese nel Quattrocento (II)”; Paola Galetti, “Abitare nel Medioevo”.
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