Quando San Giovanni era San Genesio

RIMINI - Notizie Borgo San Giovanni - mer 03 dic 2008
di Redazione

Le nostre case di mille anni fa.
Un quartiere popoloso con tante botteghe artigiane, orti e cortili
L’edilizia medievale del borgo San Giovanni era caratterizzata da unità edilizie dalla planimetria allungata, con la particolarità di avere il fabbricato principale  sulla strada principale (l’odierna via XX Settembre), insieme alle attività produttive connesse. Questo tipo di edifci si era diffuso già dal VIII-X
secolo,  e  si  contrapponeva  al modello di  casa “solariata”, che  si  sviluppava cioè verso  l’alto,
e che doveva essere certamente più diffusa nel centro cittadino, dove mancava lo spazio.
Nella  parte  posteriore  delle  case  borghigiane, invece,  si  distendevano  i  cortili,  gli  orti,  dove
i  documenti  attestano  la  presenza  di  bestiame,  comprese  le  capre,  il  cui  allevamento  era
vietato nella nostra città solo nel borgo di San Giuliano.
Un esempio di come doveva essere il borgo si è miracolosamente  salvato. E’ nella corte  raggiungibile  dallo  stretto  vicolo  all’inizio  di  via Tripoli, sulla sinistra  in direzione mare. Soffocate fra moderni e alti condomini, restano casette ben restaurate che restituiscono l’immagine dell’abitare di mille anni fa.
Le fonti antiche attestano infatti la presenza di 81 cortili e cortiletti, 6 terreni scoperti, oltre a
68 orti, a dimostrazione di una alta concentrazione abitativa. Nei documenti del XIV secolo
vengono descritti 43 edifci,  sicuramente  sorti in secoli precedenti, che fgurano come costruzioni modeste:  in 20  casi  ad un  solo piano, 4 con solaio, e 1 con balcone. La copertura in 15
casi è in coppi, ma non mancano altri materiali: il  legno, ad esempio, che veniva  impiegato anche per le chiusure perimetrali.
Il borgo,  che nel Medioevo  era detto “di San Genesio”, era popoloso e attivo: nel XV secolo contava 125 abitazioni, dotate di 32 botteghe. Le attività erano soprattutto artigiane, con prevalenza di carrai,  fabbri e calzolai. Le abitazioni erano modeste e quasi tutte ad un solo piano. Mentre nell’alto Medioevo le case erano in  prevalenza  costruzioni  di  legno  costituite da un unico  ambiente al pianterreno  (i buchi dei pali si vedono ancora oggi all’interno dello scavo della domus del  chirurgo), nel periodo
basso Medievale  (XII-XIII sec.) si affermò  la tipologia della casa a tre locali (cucina, soggiorno e una o più camere).
Le case “a schiera” si svilupparono tra i secoli XIII e XIV; s i risparmiava sul terreno e anche sulla  costruzione  di  una  parete muraria.  Tali realizzazioni  venivano  regolate  da  norme  sul diritto  di  appoggio  ad  un’altra  abitazione:  da questi atti emerge come le travi dei solai e dei tetti venissero infsse nei muri di confne, confermando così anche la natura “portante” delle pareti murate.
Sempre  nel  periodo  basso Medievale  furono introdotti  i  bagni  esterni  con  scarico  in  una
stretta fogna, allestiti in sporti orientati sul cortile, che soppiantarono la fossa.
Fonti:  Oreste  Delucca,  “L’abitazione  riminese  nel Quattrocento  (II)”; Paola Galetti, “Abitare nel Medioevo”.

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