Intervista a 360 gradi col neo sindaco di Riccione
Pironi: “Metrò di Costa: a Riccione ci vogliono delle modifiche”
La teleferica non è una boutade. Il Palacongressi è una patata bollente. E su viale Ceccarini…
Sono passati poco più di due mesi dall’elezione di Massimo Pironi a sindaco di Riccione. Tentiamo col sindaco un’analisi su alcune questioni affrontate in campagna elettorale e che oggi premono. Alcune per l'urgenza, altre per la complessità.
Cominciamo dalla cosa più curiosa: la costruzione della teleferica. Era solo una boutade elettorale come sostengono in diversi, o dobbiamo rifarci ai servizi giornalistici usciti su Panorama Economy e Rai3 che ne parlano come di un’importante innovazione?
“Ma quale boutade! Stiamo lavorando con un gruppo d’imprenditori interessati. Abbiamo avuto due incontri per comprendere costi e compatibilità col territorio. Sui terreni prospicienti via Berlinguer e via Empoli nasceranno, oltre ad un parcheggio scambiatore, attività utili all’intervento. Con la caratteristica che dovranno essere servizi innovativi ed attrattivi, adatti a Riccione”.
Pensa di ottenere così l’obiettivo dell’alleggerimento del traffico?
“Vorrei fare un ragionamento più sul lungo periodo. Il mio obiettivo è pensare alla città dei prossimi 20/30 anni e vedere quali possano essere i punti critici d’oggi, per essere a posto nel futuro. Perché, se vogliamo che Riccione incarni veramente un nuovo stile di vita, dobbiamo modificare i nostri comportamenti. Ma, per farlo, dobbiamo mettere a disposizione dei cittadini degli strumenti. Quindi: prima la teleferica, dopo il divieto di transito per le auto. In città come Lisbona e Milano stanno studiando le stesse cose. L’impatto ambientale di questo manufatto sarà minimo. La teleferica sarà mossa da un impianto elettrico, molto silenzioso, che autoprodurrà energia. Saranno costruiti dei piloni collegati con una fune con un impatto visivo minimo”.
A proposito di viabilità e traffico: il metrò di costa? Sì o no?
“E’ una struttura che, se dovessi giudicarla sull’oggi direi: “rivediamola” nella sua sostanza. Ma nessuno può permettersi di compromettere un finanziamento così importante dedicato alla mobilità sul nostro territorio. Io, come uomo di governo che cerca di farsi guidare dal buonsenso, chiedo che questa infrastruttura sia realizzata con alcune importanti modifiche su Riccione: che sia canalizzata su un’unica corsia; che venga ripristinato tutto il verde; che non presenti barriere; che raggiunga la zona termale, anche fuori corsia; che salvaguardi i parcheggi su viale dei Mille”.
Se si rispetteranno questi punti, posso dire che Riccione ne trarrà solo vantaggi. E, se tutte le forze politiche riccionesi, compresi i parlamentari di maggioranza, fossero d’accordo su queste richieste, non faticheremmo a raggiungere un obiettivo utile alla città. Ma mi pare che da parte di alcuni ci sia solo la volontà di dividere”.
Venerdì 4 settembre è stato ufficialmente consegnato il cantiere della terza corsia autostradale…
“Un altro passo importante per affrontare il problema viabilità. Un problema al quale dovrà rispondere anche la nuova statale 16. E’ in malafede chi mette in contrapposizione statale e Trc. Sono tutte e due opere decisive. Anche in questo caso mi piacerebbe che tutte le forze politiche interessate, sia di maggioranza sia d’opposizione, facessero un patto di lobby per tutelare il nostro territorio”.
Palacongressi. E’ la patata più bollente da sbucciare?
“Lo è. Dobbiamo centrare l’obiettivo della copertura finanziaria. Su questo, il nuovo Cda ha iniziato a lavorare assiduamente. Parliamo di una situazione debitoria importante che dovrà vedere responsabilizzati anche gli altri soci. Una situazione che c’impegnerà in maniera molto forte nei prossimi anni. Ma il palacongressi omai c’è. E, senza ombra di dubbio, dà ottime risposte sul piano delle presenze turistiche. La scommessa è, con il coinvolgimento di tutti gli interessati, costruire il sistema congressuale provinciale del quale il nostro palas sarà parte”.
Dal palacongressi al palazzetto dello sport. Quando sarà pronto?
“I tempi sono definiti: sarà pronto nella primavera del 2011. Ci presenteremo al mondo dello sport con un interessante ventaglio di possibilità e diventeremo la capitale dello sport della Riviera più di quanto già non lo siamo. Continueremo a sviluppare questo segmento turistico, cosa che ci consentirà di aumentare le presenze”.
A proposito di turismo. Parliamo della spiaggia: è proprio così difficile far girare le cabine ai bagnini? E’ un peccato avere un bellissimo lungomare… dal quale il mare non si vede.
“La strutturazione della spiaggia è legata ad un piano-spiaggia che prevede certi comportamenti. Alcuni bagnini quest’anno hanno investito e quest’operazione di ‘sfondamento visivo’ verso il mare l’hanno già fatta. Questa è la direzione giusta. Credo, poi, che il piano-spiaggia abbia bisogno di un’ulteriore semplificazione. E che darà nuovi frutti se operatori e chioschisti ragioneranno insieme: da qui passerà la possibilità di fornire servizi innovativi ai turisti”.
E viale Ceccarini? Commercianti e cittadini chiedono ci si metta mano. A cosa si pensa, in concreto?
“Che città vogliamo per il nostro futuro? Dentro questa riflessione stanno gli interventi sul viale Ceccarini e su altre parti della nostra città. Oggi il viale è stoppato da una situazione particolare: chi è proprietario dei muri, nel 99% dei casi non è proprietario del negozio. Gli affitti sono alti e questo blocca gli investimenti da parte dei commercianti. Eppure, il viale è ancora la nostra punta di diamante proprio grazie all’impegno degli imprenditori che ci lavorano. Ciò non toglie che sia richiesto un ulteriore sforzo per mantenere alta la sua immagine. Per questo c’impegneremo assieme a commercianti ed aziende. Mi fa piacere che Giorgio Migani, presidente del Consorzio viale Ceccarini, riprenda, in parte, una mia vecchia idea che era realizzare il più grande museo di pop art all’aperto in collaborazione con Swatch. Quando la proposi da assessore fui fermato dalle titubanze degli operatori. Oggi c’è la volontà di trovare partnership per rendere il viale più elegante e chic.
In ogni caso, viale Ceccarini e tutta la città devono lavorare su alcuni concetti: la passeggiata deve essere sicura, senza il pericolo di essere investiti da una bici, un risciò o un trenino; la pubblicità deve essere contenuta in spazi decorosi; i fornitori non possono entrare ed uscire a tutte le ore. Infine, dobbiamo in pervenire su tre questioni importanti per il viale: pavimentazione, incrocio con viale Milano e prolungamento del sottopasso”.
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