Intervista a Ludovico Einaudi

LONGIANO - Notizie spettacoli - mer 09 set 2009
di Marta Ileana Tomasicchio

Ludovico Einaudi ci racconta le nuove atmosfere ipnotiche di Nightbook

La Romagna è la mia seconda patria

Obiettivo: conoscere lo sconosciuto che c’è in noi, complice l’oscurità della notte. Ludovico Einaudi ci coinvolgerà in un percorso introspettivo tra buio e luce, tra caos e quiete, tra saturità e vuoto, tra forti ritmi e intima melodia, come il contrasto dei suoi tasti bianchi e neri. ‘Nightbook’ è l’ultimissimo progetto che lasciamo raccontare al suo stesso autore.

‘Nightbook’ ossia ‘Libro della Notte’. Introspezione, musica per la buona notte o fascino per il mistero e il buio?

E’ un percorso nello sconosciuto, nei territori più oscuri dell’animo, con immediati passaggi tra luce e ombra. In alcuni momenti partecipa una band con elementi già nel precedente ‘Divenire’, come Robert Lippok all’elettronica. Le novità: Federico Mecozzi, giovane violinista di Verucchio, Mauro Durante, leccese, al secondo violino ma anche al tamburo a cornice, essendo maestro di percussioni di pizzica. Complessivamente una dimensione più estatica grazie a questa nuova parte ritmica, che tende all’ossessione e si avvicina alla trance”.

Questa nuova dimensione è frutto di una tua ricerca oggettiva o rispecchia un personale percorso di vita?

Non si sa mai bene come nascono i progetti. La musica rispecchia quanto uno ha dentro, apre porte su dei mondi nascosti. Sarebbe bello che, ascoltandola, ognuno riuscisse a entrare in contatto con le proprie emozioni profonde. Negli ultimi due anni in giro a suonare per il mondo, si sono raccolti una serie di elementi che poi sono diventati la base di questo progetto. Una volta che ho avuto la visione d’insieme, è nato ‘Nightbook’”.

Tra i brani composti, quali ti coinvolgono di più?

“‘Eros’, con un crescendo da bolero che porta ad un punto culminante molto forte, ‘Lady Labirinth’ ha una presenza ritmica elevata del pianoforte e delle percussioni e l’elettronico ‘The Tower’. Esiste, però una dinamica per cui queste sono colonne attorno alle quali si muovono brani più intimi, un’alternanza e contrasti di colore… per questo non vedo l’ora di iniziare le prove e mi fa piacere farle in territorio di Romagna perché in questi anni è diventata come una delle mie seconde patrie. Longiano e Verucchio sono due luoghi, uno per il festival e l’altro per il teatro, che sento come casa. A Longiano ci sarà l’anteprima. Come sai, c’è la tradizione di ospitare le prove dei tour. E’ come se fosse una prova generale aperta, invece il primo concerto ufficiale sarà a Roma”.

 

 

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