Bracconieri e mondine del mare
Nella immensa, lunghissima distesa di lettini e ombrelloni della riviera romagnola, tutti in fila con perfetta simmetria e misurazione dello spazio, tale da essere definita da David Riondino "la più grande area cimiteriale esistente, vista dall'alto sembrano tutti loculi...", all'arrivo di ogni estate sembra che nulla cambi perchè tutto cambi. Stessa spiaggia, stesso mare, stessa confusione, eventi a non finire, come "La Gradisca" e "La notte rosa", le "Miss" e feste, balli, rustide, cocomerate, piadinate, fuochi d'artificio, "La Traviata", "Romagna mia", "Ciàpa la galeina" e quant'altro, ma anche novità, come lettini-privacy dove scambiarsi appassionate effusioni amorose, palestre all'aperto con avveniristici attrezzi, docce e massaggi di ogni tipo sotto l'ombrellone, giochi sulla sabbia dagli oscuri nomi inglesi, che sono gli stessi del passato (come il tiro delle biglie sulle piste di sabbia), le moderne ossessioni (come il correre sempre più fitto in riva al mare di "atleti" muniti di telefonini, palmari e i-pod).
E quest'anno, ecco dilagare l'esercito dei raccoglitori di vongole! Se nelle precedenti estati si vedevano rare teste di uomini e qualche sedere femminile emergere dall'acqua del mare, poco lontano dalla riva, ora, fin dall'alba scopri il fenomeno infittirsi sempre di più. Muniti di rampini o a mani nude, questi "bracconieri" e "mondine" del mare grattano per molte ore il fondale sabbioso colmando sacchetti e secchielli di vongole. Sembrano i dannati di un girone dantesco, quelli immersi nel ghiaccio, con le teste chine e le spalle contorte. Ignorano che sono passibili di multe, perchè arrecano un danno ecologico non indifferente. Per ora risulta multato, a Cesenatico, solo un nonno che aveva raccolto tre-quattro vongole nel secchiello per farle vedere al nipotino.
Il fenomeno è riconducibile alla crisi economica? E' una cura contro i dolori reumatici? E' una mania? Mentre rifletto sulle cause del fenomeno, lascio "navigare" nella mia mente immagini e racconti del passato...
Il fenomeno risale addirittura all'anteguerra. Dopo le burrasche di mare, accorrevano a riva numerosi raccoglitori di vongole, dai romagnoli chiamate "poveracce" (in dialetto puràzi) perchè cibo dei poveri. Molti dipinti e fotografie d'epoca ne illustrano le immagini. A Rimini, c'era addirittura una piazzetta detta delle "poveracce" dove le pescivendole vendevano questi umili frutti di mare prelevandoli da grossi sacchi; alcune giravano in bicicletta per tutta la città e caratteristico era il loro richiamo: "Puràzi, doni, oohh!!!"
Oggi le "poveracce" sono sempre un gustoso cibo per tutti, ma anche abbastanza costoso!
Sorrido ricordando l'episodio di una turista che ad un'amica residente in questa tipica piazzetta spedì una cartolina con questo indirizzo: "Piazzetta delle Poverette", risultato a lungo sconosciuto.
Franca Fabbri
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