Otto Settembre 1943

RIMINI - Notizie attualità - mer 26 ago 2009
di Ariodante Schiavoncini

Noi soldati d’Italia abbandonati a noi stessi

Gli ufficiali ci dissero di andare a casa e poi scomparvero

Una data storica di grandi speranze deluse, e inizio per gli Italiani di massacri, lutti, e spaventose distruzioni.

Mi trovavo a Cancello ed Arnone di Caserta, a svolgere il servizio militare quando, verso sera il Capitano, comunicava ai soldati in adunata, che l’Italia e il comando militare Angloamericano avevano firmato la pace. Di conseguenza, il mattino dopo, dovevamo essere pronti per rientrare al comando di Mantova per essere congedati. Eravamo tutti talmente felici ed euforici che la notte nessuno ha dormito. La notizia che si tornava a casa per sempre, sembrava irreale.

Il mattino dopo, eravamo con gli zaini affardellati, nel piccolo spazio davanti alla tenda comando, pronti per partire. La tenda era vuota e nessuno degli ufficiali era nei dintorni. Il vecchio sergente comunicava sconsolato che gli ufficiali ci avevano abbandonati.

Con fare paterno ha consigliato tornare alle nostre case, poi presentarci ai nostri distretti per regolarizzare la posizione militare. Una raccomandazione sussurrata con voce quasi tremante, come se presagisse la tragedia imminente: “Ho ascoltato il proclama del Maresciallo Badoglio, finché le cose, non saranno chiarite, evitate incontri con i soldati Tedeschi”.

Mesi dopo, leggendo il testo del proclama, che qui sotto riporto, ho capito la ragione della raccomandazione.

“Il Governo Italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla nazione, ha chiesto un armistizio al Generale Eisenhower, comandante in capo delle forze anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze Italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi di qualsiasi altra provenienza.”

Il giorno dopo il Re, la corte e diversi Generali, eroicamente, fuggivano nelle zone controllate dagli anglo-americani abbandonando al loro cupo destino i soldati Italiani in Patria, e all’estero.

La distruzione di Rimini e il calvario dei suoi cittadini, una delle tante tragedie avvenute in Italia, rispecchiano la catastrofe di quel tradimento.

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