Cambiare per capire

RIMINI - Notizie opinioni - mer 26 ago 2009
di Giampaolo Proni

Liberarsi dal peso dell’abitudine

Solo mutando punto di vista si possono affrontare i rivolgimenti della realtà

Se c'è una cosa che ho imparato dalla filosofia è che spesso le verità più difficili da capire sono le più semplici. Quello che è più difficile da vedere, infatti, non è ciò che rompe le aspettative quotidiane, ma ciò che passa indisturbato sotto i nostri occhi, giorno dopo giorno. Perché la più grande forza degli esseri viventi non è l'eros o la fame o la paura, ma l'abitudine. E' l'abitudine che ci consente di vivere e di adattarci all'ambiente. Ma l'abitudine porta dei rischi. Un individuo adatto al suo ambiente vive meglio di uno meno adatto, ma solo finché l'ambiente non cambia. Di fronte a un cambiamento, un individuo meno adatto, quindi più flessibile, ha più possibilità. Le società umane (e animali) producono sempre una certa percentuale di individui meno soddisfatti del rapporto tra la loro specie e l'ambiente. Il loro compito è di tenere aperte le possibilità della specie in caso di cambiamenti improvvisi. Tra gli umani questi individui sono gli artisti, i ricercatori, gli originali, gli strambi, i disadattati, gli scontenti, i sognatori, gli inventori, insomma coloro che rompono gli schemi. Non solo questi individui sono pronti a interpretare i cambiamenti improvvisi, ma a volte contribuiscono a produrli. In ogni caso, il cambiamento non comincia dall'azione, ma dal mutamento del punto di vista. Finché un occidentale vede gli asiatici tutti uguali, resta diviso da loro, non potrà mai comprenderli. E' solo nel momento in cui realmente percepisce che non è affatto vero che i cinesi sono tutti uguali, e lo vede proprio, come vede che i suoi amici sono diversi tra loro, che il mondo comincia a cambiare. Questo non significa che il cambiamento sia sempre meglio della conservazione. Al contrario, una specie che non conserva le abitudini positive si estingue presto. Ma se l'ambiente cambia, bisogna adeguarsi al cambiamento.

E' per questo che la persona saggia deve imporsi di cambiare ogni tanto punto di vista.

Ognuno di noi, se vuole, può dedicare parte della sua vita all'esercizio di cambiare il proprio punto di vista. Un metodo buono è viaggiare, ma ce ne sono molti altri. Viaggiare, però, cercando di assumere il punto di vista dei paesi dove si va. Non viaggiare stando chiusi dentro le proprie abitudini come in una cassaforte ambulante.

Ecco perchè noi italiani non facciamo la fila

Di ritorno da una vacanza negli USA, per esempio, mi saltano agli occhi alcune differenze tra l'America e l'Italia che tra qualche giorno probabilmente non vedrò più.

Per esempio, che gli italiani, in auto e dovunque c'è un obiettivo da raggiungere, cercano sempre di superarsi, di passarsi davanti. Al semaforo, a una svendita, per avvicinarsi al mare col lettino, per fare lo scontrino al bar, ecc.

Questo non perché siamo più cattivi. I popoli sono tutti buoni nella stessa misura. Semplicemente perché il nostro ambiente ha meno spazio. Prendete le strade, per esempio. Da noi guidare è una continua lotta tra chi vuole procedere lentamente e chi ha fretta. Ma la lotta c'è perché le strade sono strette. Negli USA raramente una strada ha meno di due corsie, e chi vuole passare passa. Lo stesso vale per i pubblici esercizi. La fila al bar in spiaggia la fai perché c'è un terzo del personale che c'è in America, il bar è un terzo più piccolo, ci sono un terzo dei bar e la spiaggia è un terzo della loro. Avere più spazio significa poter gestire meglio tutto. Significa che anche i rapporti sociali sono più spontanei. Significa che nei supermercati non devi sempre stare attento a dove spingi il carrello perché lo spazio è il triplo e la gente è un terzo. E quando incontri qualcuno è perché lo vuoi fare, e quindi sei più gentile e sorridi. Infatti la prima cosa che noti quando arrivi in Italia è che quasi tutti sono ingrugnati e quasi nessuno ti sorride se non ti conosce. Il contrario quando arrivi di là. Un posto dove la gente si sorride ti fa sentire meglio.

Adamo ed Eva fecero bene a mangiare la mela

Ma perché gli americani hanno più spazio? Perché sono andati nel nuovo mondo, dove c'era molto spazio, mentre qui era già abbastanza affollato. Hanno cambiato le loro abitudini con un atto di coraggio e anche di disperazione, perché alcuni di loro erano perseguitati per la loro fede religiosa, altri erano condannati, altri erano avventurieri, altri erano solamente poveri. Hanno assunto un rischio e hanno guadagnato qualcosa. Qualcosa hanno anche perso, sia chiaro.

Noi restiamo qui felici a pestarci i piedi e a guardare le nostre meraviglie d'arte e di storia. Ma per merito di chi ha rischiato sappiamo che si può vivere anche in un altro modo. Fosse per chi ha continuato tutto come prima, noi non lo sapremmo e loro non lo potrebbero fare. Sapere che il mondo può cambiare non impone di farlo. Non saperlo, invece, lo impedisce. Adamo ed Eva fecero bene a mangiare la mela. Lo sa benissimo anche Dio.

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