Attenti al lupo (grigio)

RIMINI - Notizie satira - mer 26 ago 2009
di Lia Celi

Nuove minacce stradali

Nonno al volante pericolo costante

Un’auto imbocca contromano a tutta velocità l’angusta viuzza dove abiti, proprio mentre stai scendendo cautamente in strada con tuo figlio in passeggino. «Cosa fa? E’ senso unico,» dici al conducente. Dall’abitacolo si affaccia un energumeno brizzolato che, con marcato accento riminese, sbraita: «Mò dove vado, scignora? Dove vado, porcod…?» E, sempre bestemmiando, sparisce dietro l’angolo. La risposta più immediata sarebbe: chissenefrega dove va lei, buon uomo, ma ci vada rispettando il codice stradale e, possibilmente, anche la buona creanza. Ma poi ti rendi conto di aver appena avuto un faccia a faccia con uno dei maggiori pericoli pubblici della viabilità cittadina, e ringrazi il cielo di esserne uscita viva. E ti vengono in mente tutti gli incidenti mortali occorsi a pedoni, ciclisti e motociclisti, provocati da auto alla cui guida, registravano le cronache, c’era un riminese fra i sessanta o settant’anni. Che non ha rispettato lo stop, non si è fermato davanti alle strisce pedonali o ha infilato male la rotonda.

Cosa gli prende, a una certa età, ai nostri babbi? Uomini che magari non hanno mai fatto male a una mosca in tutta la loro vita – nemmeno del bene, il più delle volte, ma pazienza, - quando aggirano la boa dei sessanta si trasformano in sociopatici a quattro ruote allergici ad ogni regola, senza rispetto per i propri capelli grigi. Anzi, a Rimini la chioma grigia sta diventando il Jolly Roger della pirateria della strada: canuto al volante, pericolo costante. In genere la chioma sovrasta un testone quadrato e un torso panciuto issato su gambette secche – un tipo somatico evidentemente frutto di antichi incroci con i popoli balcanici, perché ricorda in modo inquietante quello di Slobodan Milosevic o Radovan Karadzic, personaggi peraltro non noti esattamente per l’altruismo e la sollecitudine per l’incolumità del prossimo.

Così, sembra che la divisione dei compiti nella coppia riminese, dopo una certa età, si modifichi: mentre la nonna è impegnata a badare ai nipotini, il nonno va in giro in auto a minacciare bestemmiando l’incolumità dei nipotini altrui. Ma anche quando va in bici o in moto, il brizzolato flagello delle strade riminesi sa tenersi in esercizio, come quello che giorni fa, sfrecciando sui marciapiedi in Borgo San Giovanni, ha quasi fatto cadere una signora che usciva un negozio, per poi svignarsela sghignazzando come Mr. Hyde. Già, a pensarci bene potrebbe essere davvero come nel racconto di Stevenson: a una certa età, i nostri papà-Jeckyll vengono traviati da qualche pozione che altera la loro personalità e li fa sentire al di sopra della legge umana e divina. Che si tratti del Viagra? E’ noto che nella nostra zona se ne consuma a carriolate, e abbiamo esempi in alto loco di come l’eccesso di farmaci di quel tipo incoraggi il superomismo e il disprezzo per la decenza. Ma il nostro premier, almeno, si muove prevalentemente in elicottero, e non pretende di guidarlo lui.

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