Se nella gabbie ci finisse Calderoli…

RIMINI - Notizie satira - mer 26 ago 2009
di Nando Piccari

Campagne estive? No, patacate tutto l’anno

…allora sì che andrei a Pontida....

Se le patacate politico-giornalistiche avessero un effetto rinfrescante, in questo agosto riminese dovremmo girare col cappotto. Ha iniziato “La Voce”, che sta ancora elaborando il lutto per l'ennesima batosta elettorale del suo sponsorizzato Lombardi e cerca dunque ogni occasione per prendersi un brodino. Di qui il patetico tentativo di controbilanciare lo zoccolame mediatico di certe frequentazioni berlusconiane con l'infortunio familiare - imbarazzante quanto incolpevole - di Jamil, il neo-assessore provinciale dal cognome impronunciabile il cui padre ebbe la sventura di affittare, con tutti i crismi della legalità, un appartamento che in seguito si scoprì essere utilizzato dal locatario per appuntamenti piccanti.

Abbiamo poi assistito alla ricaduta riminese di due recenti casi di “scemenza legislativa sulla sicurezza”. Grazie al primo, anche da noi ci sono tutori dell'ordine distolti da ben più urgenti incombenze per andare a caccia di bici da multare. Sembra il film della mia infanzia, quando con mio fratello Dede guardavo dalla finestra la Via San Marino, all'epoca percorsa quasi solo da biciclette; e dove talvolta -anch'essi pedalando - arrivavano i carabinieri a multare qualche ciclista con la bici sprovvista di campanello, o che teneva il manubrio con una mano sola. L'altro caso ha invece l'amaro sapore di un dramma esistenziale venato di xenofobia: in omaggio al diktat “maronita”, due fidanzati - una commerciante riminese e un immigrato pakistano - al momento di sposarsi sono stati respinti sulla soglia del municipio, perché lui era sprovvisto di permesso di soggiorno.       

In un Paese in cui Berlusconi passa per un democratico, la Carfagna per una statista, il prof. Meluzzi per un filosofo e Pizzolante per un moderato, non deve inoltre stupire che vi sia chi consideri “pensiero politico” l'indefessa ruminazione cerebrale del coriaceo leghista On. Pini; il quale ha avuto il suo momento di gloria per una trovata che resterà nel guinness delle cavolate: non contento dei tanti “soldati di cielo di terra e di mare” mandati a combattere il commercio abusivo in spiaggia, né delle mega multe per gli incauti acquirenti, ha addirittura proposto l'arresto per questi ultimi.

È un'idea degna di finire nel paniere che i suoi caporioni nazionali arricchiscono via via di nuove mostruosità: il fastidio per la pietà verso i clandestini morti in mare, ben testimoniato dal macabro giochino Rimbalza il clandestino, ideato dal pluri-bocciato figlio di Bossi; la prova di “dialetto nordico” per gli insegnanti “terroni”; un albo per le badanti, obbligate a conoscere le tradizioni care ai leghisti (scaccolamento nasale e  peto silenzioso?); il divieto di tanti sindaci a vendere “cibi etnici”; lo scorrazzare notturno di “bravi” chiamati ronde; l'ostilità dei ministri della Lega per il 150° dell'unità d'Italia; l'irrisione dell'inno di Mameli, a cui con crassa ignoranza contrappongono “Va’ pensiero”, non sapendo che fu una delle colonne sonore del nostro Risorgimento; dulcis in fundo, il ritorno alle gabbie salariali propugnato da Calderoli.  Su questo sarei d'accordo, a condizione però che in una delle gabbie fosse rinchiuso lui. Per lanciargli due noccioline andrei anch'io all'annuale carnevale di Pontida, fra gente che si mette le corna in testa credendo così di assomigliare ai Celti. 

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