Non c’è pace per Fellini
La nipote vuole la sua biblioteca e sfratta la Fondazione
Una cordata di imprenditori pronta all’acquisto?
Già nel 1996, appena tre anni dopo la scomparsa di Federico Fellini, Tullio Kezich doveva constatare che "la sua eredità è stata contesa come la Bosnia". Di anni ne sono passati ancora 13, la guerra in Bosnia è finita, ma quella intorno alle memorie del regista riminese non accenna a placarsi.
L’ultimo capitolo è la richiesta avanzata da Francesca Fabbri, figlia di Maddalena Fellini e nipote di Federico, alla Fondazione intitolata al Maestro: poter disporre della sua biblioteca. I libri che Fellini e Giulietta leggevano si trovano attualmente presso la Fondazione, mentre la Fabbri ritiene facciano parte della sua eredità. Inoltre, il legale della nipote di Fellini ha anche intimato lo sfratto alla Fondazione: la casa di via Oberdan che la ospita è di proprietà della Fabbri. La Fondazione sta però per trasferirsi in un’altra sede predisposta dal Comune. Per tentare di risolvere amichevolmente la disputa, Ugo De Donato della Publiphono si è dichiarato pronto ad acquistare il fondo librario e gli altri cimeli mettendo assieme una cordata di imprenditori, purché quei beni restino presso la Fondazione.
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