Intervista Freak Antoni, leader degli Skiantos
La surrealtà è leggera come una piuma
Il 3 settembre la prima edizione di Smiting® il festival del demenziale
Rock e demenziale. Punk e comicità surreale. Insomma, “Freak” Antoni e gli Skiantos. Quando è uscito il loro primo 45 giri Karabignieri era il ‘77, chiudeva “Carosello” e a Bologna si alzavano i segnali di fumo degli Indiani metropolitani e di fumetto di Andrea Pazienza. Erano gli “anni di piombo”, pardon, di Pongo, come dice “Freak” Antoni, in cui “siamo realisti, chiediamo l’impossibile” era il minimo. Le mezze stagioni non ci sono più, ma la stagione del rock demenziale è sempre verde. L’ultimo virgulto è Smiting®, prima edizione del Festival demenziale, a Rimini il 3 settembre presso il Turquoise. “Smiting® perché è lo ‘smitizzare’, è il ribaltamento di un meeting, in inglese ‘il percuotere’ la nostra terrena e umana quotidianità”. Il programma è impeccabile, dal dj demential set che apre alle 18 alla gara di scrittura non sense, dalla battaglia di cuscini al dj set olnaitlong che conclude. Deus ex machina Roberto “Freak” Antoni in persona.
“Freak”Antoni, ormai stai alla demenzialità come i pendolini alla rucola…
«Penso che mi abbiano invitato perché è una responsabilità mia personale – condivisa con altri musicisti - aver creato gli Skiantos, inventori del genere demenziale. Senza pretese programmatiche, partivamo dalla voglia di inventare un gruppo diverso dagli altri, sbeffeggiatore, sopra le righe e fra le righe. Un rock ironico e culturale, nelle intenzioni, con una forte ispirazione futurista, un gruppo improbabile surreale e post dadaista, patafisico*. Come Beppe Starnazza e i Vortici sono poi andato alla ricerca della canzone canonica italiana dal ‘900 agli anni 50, poi ci sono stati anche altri percorsi, ma con gli Skiantos siamo tutt’ora in tour col nuovo cd “Dio ci deve delle spiegazioni”. I nostri progetti sono vissuti sino in fondo con entusiasmo, senza incensarci e con autoironia».
A parte aver infuso lo spirito, quali saranno i tuoi interventi al Festival?
«Alle 19.30 presento “Freak”, fumetto di cui sono il personaggio, che racconta le mie evoluzioni e involuzioni quarantennali. Un progetto di un piccolo e coraggioso editore di Ravenna, Stefano Ianne, innamorato dell’arte del fumetto: due giovani disegnatori per numero, liberi di intervenire sulla sceneggiatura. Αlle 20.30 cena e concerto con “IroniKontemporaneo”. Alessandra Mostacci, pianista classica vera e autentica, mi presta la sua perizia per eseguire al pianoforte musica contemporanea, mentre io leggo brani di poesie demenziali. Una nuova sperimentazione radicale, uno spettacolo divulgativo, in cui la riuscita di ogni serata dipende molto dal pubblico, da quanto si riesce a tirarlo dentro. La musica contemporanea è difficile, ma mi piace sempre imparare qualcosa di nuovo. A fare sempre le stesse cose si diventa rigidi e faticosi, anche il riso perenne diventa una smorfia da paresi».
* La patafisica, termine coniato dallo scrittore e drammaturgo francese Alfred Jarry, fu definita "la scienza delle soluzioni immaginarie e delle leggi che regolano le eccezioni".
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