RIMINI Piccolo è bello? Non sempre....

RIMINI - Notizie Opinioni - mer 05 nov 2008
di Nando Piccari
[{«I piò znin i'è enca i piò cativ!»} Chi ringhia contro gli studenti non capisce che fanno sul serio] La mia dolcissima nonna Elvira - in dialetto Alvira - era chiamata per tutti “l'Alviron”, sia per la prestanza fisica che per l'attitudine al comando domestico. Nonno Secondo, uomo mingherlino e incline alla sottomissione, osava contraddirla sì e no un paio di volte all'anno, ma con la pervicacia che anche i tipi più miti sanno trovare quando “rompono gli argini”; al che la nonna reagiva indispettita: {«L'è proprie vera: i piò znin i'è enca i piò cativ!»} So bene che quel detto dialettale è di nessun valore “scientifico”; né intendo paragonare in alcun modo il mio adorato nonno a Brunetta e Berlusconi. Non posso però evitare che quella frase mi torni in mente quando leggo che lo stizzoso “ministrello” ai tornelli della... finzione pubblica, parlando del contratto del pubblico impiego, si esibisce in finezze del tipo {«ma chi se ne frega della CGIL»}. O quando vedo in TV un livido “Paperon de' Berlusconi” che si lascia andare a spocchiosi sproloqui contro le opposizione, i magistrati, i pochi giornalisti che non gli scodinzolano dietro e quella minoranza di Italiani che si ostina a non voler diventare “carne da sondaggio”. Avete presente il ghigno con cui ha messo a dura prova la mascella slabbrata dai troppi rappezzi di chirurgia estetica, quando ha sibilato quelle minacce di repressione poliziesca contro gli studenti che, anziché mandare cioccolatini e fiori alla Gelmini, la mandano a quel paese per la sua guerra al maestro unico e al tempo pieno, per le classi-ghetto ai bimbi stranieri, per il ripristino del voto in condotta, del grembiulino e, fra poco, anche delle orecchie d'asino e del castigo in ginocchio sul cece per gli zucconi? Ci sono due esempi emblematici della serietà del movimento che sta difendendo la scuola pubblica. La prima: gli studenti di Roma, incrociandolo, si sono limitati a spernacchiare Cossiga che aveva appena suggerito a Maroni di fare {«quel che feci io quand'ero Ministro dell'Interno: infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, che diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città; dopo di che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».} La seconda: la caterva di epiteti con cui gli studenti di Bologna hanno cacciato dal loro corteo quel tronfio figuro di Grillo, notificandogli con poca grazia che non è dalla loro parte che stanno i palloni gonfiati. PS. Invio ad Armando Foschi i più cordiali e sinceri auguri per i suoi ben spesi ottant'anni. Sapere che tanti ex DC, comunque oggi schierati, si riuniranno per festeggiarlo, mi provoca un certo rimpianto per un tempo in cui ci si poteva permettere il lusso di un cimento fra avversari che, pur con limiti ed errori, si combattevano a colpi di ideali e di progetti “per gli altri”, sul “ring” di un comune rispetto della democrazia. Ebbene sì: se all’epoca avessi sospettato di dover poi vivere nel Regno di Berlusconia, sarei stato ben contento di poter, un giorno, “morire democristiano”!

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - Rimini - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Programmazione: Studio Web 2.0 Copyright ©2012  - Progetto grafico: Inèditart