Il caso dei “nazisti” a Santarcangelo

SANTARCANGELO - Notizie Santarcangelo - mer 26 ago 2009
di Daniela Succi

“Era solo una gara di tiro a segno”

Il presidente Bruno Rossi si difende e chiede spiegazioni al sindaco

Che ribatte: “le spiegazioni dovrà darle lui al Prefetto”

A Santarcangelo sono sbarcati i nazisti, e lo hanno fatto proprio il giorno della Liberazione. O forse il giorno dopo. E’ stato il tormentone dell’estate, sono circolate delle foto “scabrose” (non erano escort seminude, ma omaccioni fin troppo vestiti con le uniformi del Terzo Reich) e scattate interrogazioni parlamentari.

 “Mi dispiace che il sindaco Morri abbia preso posizioni senza conoscere nulla dell’accaduto, andrò a chiedergli spiegazioni”: così si difende Bruno Rossi, presidente della sezione di tiro a segno nazionale di Santarcangelo, il quale si lamenta di non essere mai stato contattato da nessuno per avere un chiarimento. “Si è trattato di una gara nazionale di Ex ordinanza (armi dismesse appartenute a un esercito, ndr), sono gare che vengono organizzate da circa trent’anni e da quattro hanno carattere nazionale – tiene a spiegare Bruno Rossi – sono state scelte le due giornate del 25 e 26 aprile, ma conoscendo il luogo dove viviamo ho evitato ogni apparizione per il 25, giornata di sole gare, per spostare tutte le premiazioni e gli ospiti al 26”.

Ma l’Ampi palesa il proprio sdegno condiviso anche dal sindaco Morri, mediante un comunicato su cui esprime con chiarezza la condivisione del significato dispregiativo e offensivo che emerge dalle fotografie. “E’ curioso che il signor Rossi si aspetti spiegazioni da me – dice il sindaco – personalmente sono uscito sulla stampa dopo le sue dichiarazioni e l’ho fatto per rispetto all’ANPI e a una città che ne ha sempre condiviso i valori”. Mauro Morri dichiara poi di non aver contattato il presidente della sezione di tiro perché è compito della Prefettura. 

Da parte sua Rossi precisa che è stata scelta la sede di Santarcangelo, luogo dove peraltro si tengono svariate gare, poiché vanta una linea di tiro regolamentare con una lunghezza di 100 metri (dove infatti si allenano anche le forze dell’ordine). “Per il giorno 26 ho invitato anche il presidente della UITS, unione italiana di tiro a segno, perché non era mai venuto da noi; quella stessa mattina sono arrivati 6 soci con le divise dei paesi belligeranti: 3 con la divisa tedesca, 1 americana, 1 inglese e 1 canadese. Hanno fatto delle foto sulla cui pubblicazione sul nostro sito ho subito posto un veto, temendo che potessero venire manipolate”. Invece il diavolo ci ha messo lo zampino, perché un tiratore di Terni ha caricato le foto sul proprio sito allegandogli una lettera di complimenti e auguri. In poco tempo è scoppiato il caso con la conclusione di un’interrogazione parlamentare da parte dell’On. Ghizzoni rivolta al ministro La Russa. L’UITS è sotto la vigilanza del ministero della difesa e Ernfried Obrist, in carica dal 2004, è stato riconfermato quest’anno proprio dal ministro Ignazio La Russa.

“Io mi sono espresso sotto il profilo morale, etico e civico – ribatte il sindaco Morri – condivido con l’ANPI lo sdegno per foto che ritraggono una persona con un ruolo e una posizione ufficiale mentre se la ride tra soggetti travestiti con divise naziste; francamente non ci ho visto niente da ridere! E regge poco che la giornata sia quella del 26 aprile, quella è una foglia di fico perché il 26 aprile è come il 25 per quanto attiene i valori cui si ispirano quei giorni”.

Di altro avviso è Bruno Rossi, il quale spiega che:“Il giorno 25 c’erano solo i tiratori ed è stata una gara come tutte le altre, il 26 con le premiazioni ci sono stati anche molti ospiti, compresi quelli in costume, i quali sono dei figuranti che girano l’Italia per rappresentazioni storiche; è chiaro che il tutto è stato strumentalizzato per colpire probabilmente Obrist e la UITS; sembra che gli attacchi siano mirati e partano dalla zona di Avellino per interessi personali di qualcuno dell’ambiente”. Pare, secondo l’opinione del presidente Rossi, che la sede del tiro a segno di Santarcangelo sia solo stata l’agnello sacrificale: l’obiettivo era mettere in difficoltà il presidente nazionale Obrist, appena rieletto malgrado la dura opposizione di qualcuno dell’ambiente del tiro a segno. “Per i due giorni della gara – conclude Bruno Rossi - erano presenti oltre 100 tiratori, molti di loro con famiglia al seguito. Vorrei anche ricordare che queste persone hanno dormito negli alberghi e mangiato nei ristoranti, oltre ad aver visitato le bellezze della nostra cittadina”. 

 

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