A fine estate un coordinamento sulla sicurezza di Borgo Marina
Dopo l’incendio doloso di un negozio
Il quartiere più multietnico vuole legalità e tranquillità
L’incendio doloso di un negozio di bigiotteria in via Giovanni XXIII il 22 luglio scorso ha per qualche giorno riempito le pagine delle cronache cittadine. Il fatto non ha certamente giovato all’immagine che hanno i riminesi di Borgo Marina, il quartiere più multietnico della città. Qui sono numerose le attività commerciali che hanno come referenti persone immigrate che hanno occupato tutti i negozi sfitti contribuendo a rivitalizzare tutta l’area. Vi sono stati e tutt’ora sono presenti problemi di convivenza e di ordine pubblico e non potrebbe essere altrimenti quando il cambiamento avviene in pochi anni. Il Borgo Marina però non ha accettato che la situazione si degradasse fino ad un punto di non ritorno, ha reagito cercando un dialogo con tutti coloro, immigrati e residenti, che avevano a cuore lo sviluppo e la riqualificazione della zona. Primi a Rimini, hanno costituito un’associazione che riunisce operatori, esercenti e semplici cittadini concordi nel promuovere lo sviluppo economico e sociale dell’intera area. Si sta formando - e in questa direzione amministrazione e cittadini devono lavorare - un nuovo tessuto sociale con obiettivi ed interessi comuni. Dobbiamo saper distinguere chi lavora e rispetta le regole da coloro che agiscono contro la legge. Se si interrogano i gestori di attività anche quelli italiani sono concordi nell’affermare che il commercio prospera e tutta l’area è attiva: il Bar Marittimo, riaperto da poco più di un anno, sarà in attività anche la domenica. Per un buon sviluppo economico ci vuole sicurezza e tranquillità, una condizione irrinunciabile anche per sviluppare gli incontri ed una convivenza civile. Alla fine dell’estate con l’assessore alla Polizia Urbana e Forze dell’ordine si formerà un coordinamento, l’organismo più adatto per risolvere i problemi e rendere tutta l’area un luogo dove si vive bene in armonia.
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