E quel giorno la palla diventò ovale

RIMINI - Notizie sport - ven 07 ago 2009
di Enzo Pirroni

Storie e personaggi del nostro sport

Il rugby a Rimini deve tutto a una pattuglia di appassionati capitanati da Arturo Manghi Sartorio

Il rugby a Rimini è nato il 20 marzo 2000, allorché sul calar della sera, sulla orribile spianata del campo sportivo di via Lagomaggio, ventisei ragazzi (per la maggior parte provenienti dall’Istituto Tecnico per Geometri “O.Belluzzi” di Rimini), si incontrarono per gettare le basi di quella che sarebbe diventata la prima squadra di rugby nella storia sportiva di Rimini. Chi scrive, da sempre, appassionato della palla ovale, aveva saputo che nella nostra città si trovava Lando Cosi, un vero guru di questa nobile disciplina. Lando Cosi, padovano, dopo aver giocato per lungo tempo nel quindici del “Petrarca Padova”, era diventato nel 1955 allenatore dei bianchi patavini ed il suo avvento coincise con la vittoria di ben tre campionati nazionali da parte dei veneti. Mi ci volle poco a motivare il vecchio maestro, il quale non esitò a calzare le scarpe bullonate per scendere in campo e dispensare la sua sconfinata sapienza rugbistica. Con grossi sacrifici (sette anni orsono a Rimini, ad interessarsi di rugby ci saranno state sì e no, trenta persone), si posero le basi per creare una squadra e si formò l’“Adriatica Rugby Rimini”. A far parte di codesto minuscolo sodalizio entrarono Sergio Becattini, Roberto Santucci e Roberto Longobardi, tutti ex giocatori che si trovavano a risiedere ed a lavorare nella nostra città, i quali, con entusiasmo, si misero a disposizione degli sprovveduti per quanto entusiasti allievi. Tuttavia a Rimini non esistevano strutture rugbistiche. Ci si allenava dove capitava. Fu soltanto quando un intelligente e generoso imprenditore, il dott. Arturo Menghi Sartorio, accettò di mettersi a capo di questa “picciola compagnia”, che il rugby, inteso come sport davvero praticato, poté trovare luogo a Rimini. Nasceva così la “Civis Rugby Rimini”. Nel 2003 si disputò il primo campionato di Serie C. Si giocava su un campo approssimativo ed il terreno era del tutto inadeguato. Tuttavia grazie alla tenacia di Sergio Becattini (molto si deve a questo ex giocatore del Colleferro, se il rugby ha preso piede nella nostra città), all’entusiasmo di Lando Cosi ed alla autorevolezza del dott. Menghi, tantissimi ostacoli vennero superati. L’assessore comunale allo sport, signora Donatella Turci, fin dall’inizio, è stata vicina alla squadra e tanto si è spesa per la realizzazione di un vero e proprio impianto sportivo, completamente dedicato alla palla ovale. La struttura, funzionale e perfettamente operante è sita in Rivabella di Rimini, in via XXV Marzo. Il terreno di gioco (100x60) è in sabbia vulcanica (si sta provvedendo a trasformarlo in prato). L’impianto è illuminato e comprende spogliatoi e club house. Attualmente la prima squadra è affidata a Giuseppe Leo (ex giocatore del Pesaro e del Forlì), un uomo avaro di parole ed all’apparenza arrendevole, il quale, tuttavia, gode della stima dei giocatori. Presidente è Daniele Mangione. Responsabile delle giovanili è Benedetto Rocco. Molto è cambiato dai primi anni. Il dottor Menghi non è più alla guida della società (e questo è un danno grave), Becattini e Cosi si son fatti da parte. Ma la nota positiva è che il movimento rugbistico a Rimini è cresciuto. I giovani si sono avvicinati a questa disciplina, tanto che  ben tre under 16 riminesi fanno parte della nazionale ed una ragazza, Diletta Nicoletti è titolare della maglia azzurra ed ha già disputato un test-match in Inghilterra nel dicembre 2008. L’avventura del rugby riminese continua. Spettacolare ed appassionante, animato da un genuino istinto combattivo ma regolato da norme rigorose, il rugby è uno sport complesso e affascinante. La palla in questo gioco rappresenta la vita, la squadra è una società in scala ridotta, che Jean Girardoux ha magistralmente definito: “la dimensione ideale tra gli uomini”. 

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