Il pro-zio d'America
Nuova austerità
Comuni alle strette: Montefiore ricicla Moggi
Francamente non capisco lo stupore ed il corollario di illazioni con cui i soliti “giornali della sinistra” hanno accolto il trapelare della notizia che Berlusconi si accingerebbe a far visita a Padre Pio. É vero che i suoi consiglieri ci hanno messo un bel po' a spiegargli che il Beato di Pietralcina non è più di questo mondo, per cui sarebbe un'inutile perdita di tempo pensare a quale regalo portargli; così come hanno dovuto smontargli la convinzione che San Giovanni Rotondo sia una frazione di Porto Rotondo; e soprattutto hanno molto faticato a chiarirgli che, una volta al cospetto dei confratelli del santo frate, sarà lui, Berlusconi, a doversi inginocchiare al cospetto di uno di loro per confessarsi e non viceversa, magari con l'aggiunta di qualche prezioso consiglio su come migliorare la “gestione imprenditoriale” del venerato santuario. Ma tutto questo non giustifica l'ironia, al limite dell'irrisione, con cui si è iniziato a commentare un gesto che Prodi, nonostante la sua vanteria di “cattolico adulto”, si è ben guardato dal compiere.
Un Governo capeggiato da cotanto modello di devozione, per di più un campione di morigeratezza che ha nella mortificazione della carne il suo gioioso trastullo serale, poteva dunque accettare passivamente che l'apposita Agenzia del Farmaco, sulla base di banali studi e riscontri scientifici, autorizzasse anche in Italia l'uso della famigerata pillola Ru486, che è già consentita da anni in tante immonde Nazioni? No che non poteva! Ha così avuto inizio la rumba moralizzatrice orchestrata dal “pio socialista” Sacconi sull'onda di questo caritatevole ritornello: “Visto che la maledetta Legge 194 ci impedisce di mettere in galera le donne che abortiscono, almeno che soffrano un po' sotto i ferri del chirurgo. Troppo comodo cavarsela con una pillola e via!”.
Poiché a queste sortite da destra si accompagnano le immancabili reprimende vaticane (“non tollereremo!”), è comprensibile che molti si chiedano come mai “l'alto clero” riservi all'Italia una sorta di sorveglianza speciale sulle stesse materie e nelle analoghe circostanze per le quali, invece, “abbozza” in altri Paesi. La risposta è presto detta: loro, le gerarchie, chiuderebbero anche un occhio; ma possono poi farsi scavalcare, in fatto di cattolicità, da Berlusconi e dal suo sacrestano personale, Sandro Bondi?
Ma ora vi lascio, cari lettori. Debbo correre a prender posto nella piazza della mia Montefiore, dove uno dei più qualificati esponenti dell'italico “umma umma”, il noto Luciano Moggi, sta per essere intervistato dal “nostro” - ormai chi ce ne libera più? - concittadino Filippo Berselli. Lo so, la medesima cosa è già successa qualche anno fa, ma che volete farci? Nei suoi cinque anni da sindaco, Berselli ha ci regalato primizie estive quali Arrigo Petacco, Paolo Mengoli e – appunto - Luciano Moggi. Invece oggi, da pro-sindaco di imminente nomina, ha esaurito la scorta dei doni e confida nell'amnesia collettiva per riciclarci gli stessi nomi delle scorse estati. Ecco cosa succede quando “lo zio d'America” viene retrocesso a “pro-zio d'America”!
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