Bella sempre, velina mai
Intervista a Patrizia Deitos
Modella e cantante, la miss riminese invece della carriera di valletta ha preferito la laurea in storia medievale e soprattutto stare con il figlio
Patrizia Deitos, riminese, un metro e 82 di fascino biondo, si è classificata terza nel 1992 a Miss Italia, col titolo di Miss Sorriso. A guardarla capisci subito perché. A parlarle si sente che il suo è un sorriso interiore, da persona solare e positiva. Oggi, dopo la laurea in Storia Medievale, alterna le attività di cantante, presentatrice, indossatrice alla presenza in trasmissioni televisive nazionali. Voce grintosa e gran presenza scenica, sulla sua bellezza riesce persino a ironizzare: guardare, per credere, www.fessbuc.it, la prima sitcom sul web.
Patrizia, come sei arrivata a Miss Italia?
«Avevo 17 anni, facevano le selezioni in un locale in cui mi trovavo con amici. Un po' per gioco mi hanno convinta a partecipare. All'epoca l'atmosfera di questi concorsi era molto meno competitiva rispetto ad ora. Non c'erano grosse gelosie. C'era emozione, ma soprattutto divertimento. E’ stata un'esperienza assolutamente positiva, soprattutto a livello lavorativo nell'ambito della moda. Dopo il concorso, automaticamente, mi si sono aperte le porte di una grossa agenzia di Milano: la Riccardo Gay. Ma prima di tutto ho finito il liceo, poi mi sono trasferita a Milano dove ho lavorato molto bene. Poi a Bologna dove, continuando a lavorare, ho frequentato l'università.»
Perché storia medievale?
«E' un amore che parte dal liceo e non mi ha mai abbandonata, grazie anche a splendidi insegnanti. E' molto difficile studiare e lavorare. L'unico modo era quello di studiare una materia che mi appassionasse molto.»
Come sei diventata una cantante?
«Ho iniziato questa professione a 20 anni, ma avevo cominciato a studiare musica a 11 anni, teoria e solfeggio presso il liceo Lettimi di Rimini. A 14 anni ho iniziato a studiare canto, lirica dal maestro Castiglioni di Rimini, poi leggera con diverse insegnanti: Martina Grossi di Cattolica e Luisa Cottifogli di Imola.»
Come fai a conciliare le tue molteplici attività con la tua vita di donna e madre?
«Il segreto è una famiglia fantastica alle spalle, che amo profondamente, che mi ha sempre sostenuta nelle mie scelte e aiutata nel quotidiano.»
Com’è, dall’interno, il mondo dello spettacolo?
«Lo vedo un po' poco meritocratico. Credo che, come in ogni cosa, si dovrebbe studiare un po' di più. Vedo un po' di improvvisazione. Ma non mi sento di parlar male globalmente di un mondo che ancor oggi mi fa vivere. Ho avuto la fortuna di lavorare con artisti bravissimi e super preparati. Quindi mai fare di un’erba un fascio!»
Bellezza significa...
«Una cosa positiva se presa con le giuste riserve. Non posso negare che l'aspetto fisico possa influenzare una carriera nello spettacolo. Ma la bellezza ha un problemino: non dura in eterno, quindi bisogna arrivare preparati a quel momento, studiando, perfezionandosi e cercando, perché no, strade alternative.»
Tempo per te: cosa ti dedichi?
«Passo più tempo possibile con il mio bimbo Umberto. E' questo il vero lusso del mio lavoro, potersi organizzare e dedicargli tutto il mio tempo.»
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