Zara, la nostra dirimpettaia

RIMINI - ZARA - Notizie attualità - mer 29 lug 2009
di Emer Sani

Un’altra meta dei catamarani veloci di Emilia Romagna Lines

La vecchia capitale della Dalmazia ha sempre avuto legami strettissimi con la nostra costa

Zara è senza dubbio la città “dell’altra sponda” che ha più stretti legami con Rimini. I due centri si trovano praticamente sulla stessa latitudine e gli scambi reciproci sono stati intensi fin dal passato più remoto, soprattutto dal periodo romano in poi. Basti dire che ancora in tempi recentissimi la rotta più battuta dai trabaccoli riminesi era proprio verso Zara, dove si esportavano vino, grano e laterizi, per riportarne legname, miele e il celeberrimo maraschino, il tipico liquore zaratino.

Zara (in latino Iadera, in croato Zadar, in ungherese Zàra) fu la capitale storica della Dalmazia dopo la rovina di Salona. Era stata fondata intorno al IX secolo avanti Cristo dalla tribù illirica dei Liburni; successivamente fu romana, veneziana, ungherese, ancora veneziana, francese, austriaca, italiana, jugoslava. Del periodo romano conserva l'assetto urbanistico e numerosi reperti (strade perpendicolari, foro, terme con acque del vicino lago Vrana). Con la divisione dell'Impero divenne capitale della Dalmazia Bizantina, ma fin dal 1000 Venezia cercò di impossessarsene usando ogni mezzo, trovando ostacolo soprattutto nei re ungheresi. Resta celebre l’episodio del 1202, quando la Serenissima riuscì a dirottare la Quarta Crociata scatenandone gli eserciti contro i pur cristianissimi ungheresi che controllavano Zara. Dopo alterne vicende, nel 1409 la città venne venduta a Venezia, che nel XVI la munì di mura formidabili. Il dominio veneto durò fino al crollo della Repubblica nel 1797. Dopo il breve periodo napoleonico, subentrò l’impero austro-ungarico. Alla fine della prima guerra mondiale l’Italia avanzò ambiziose pretese su tutta la Dalmazia, ma l’una richiesta soddisfatta, ed a fatica, fu proprio quella di Zara con un esiguo entroterra, separato peraltro dall’Istria.

Zara divenne pertanto un simbolo pericolosamente carico di opposti significati per i nazionalismi esasperati di italiani e di slavi. Queste tensioni costarono carissime alla città, rasa al suolo fra il ’43 e il ‘44 da bombardamenti alleati che è ben poco definire indiscriminati. Alla fine a pagare furono solo gli italiani, sconfitti in guerra e cacciati con le buone o con le cattive a decine di migliaia dalle proprie case.

Ma Zara doveva conoscere ancora la guerra: accadde nel 1991 con l’assedio delle truppe serbe durante il conflitto della ex-Jugoslavia.

Nonostante le peripezie, Zara è ancora oggi una delle città più belle del Mediterraneo. Dalla cattedrale di Sant’Anastasia alle chiese di San Donato, San Simeone, Santa Maria, San Crisogono, dai resti del foro romano a quelli delle fortificazioni veneziane: autentici gioielli di architettura e di storia, racchiusi nella spettacolare penisola circondata da una miriade di isolotti e con i monti dalmati come fondale.

Zara si trova poi al centro di una vasta area che raggruppa le principali attrazioni turistiche della Croazia: il Parco Nazionale dei laghi di Plitvice, il Parco di Paklenica, il parco delle cascate Krka, il parco Nazionale delle Kornati, il parco Naturale di Telascica.

 

Il 2 luglio a Ravenna un incontro fra istituzioni italiane e croate

“Lavorare per far arrivare turisti dall’altra costa”

L’assessore provinciale Mirra: “Nel porto di Rimini un’area per il trasporto turistico”

Favorire il trasporto marittimo costiero e lo sviluppo dei collegamenti del porto di Rimini con la Croazia: “Questo rientra anche nei progetti della comunità europea – spiega Vincenzo Mirra, Assessore provinciale Mobilità e Trasporti - con i quali si vorrebbe favorire i trasporti via mare ed alleggerire il traffico su gomma lungo la dorsale adriatica. Personalmente lo condivido, sono un sostenitore accanito di una politica di trasporto via mare, che in questi anni ha visto Rimini esclusa. Rimini sembra una città cha lavora a 180 gradi, vale a dire lasciando il mare alle spalle. Non guarda cosa c’è al di là dell’Adriatico. L’Adriatico segnava una divisione geopolitica importante che ora non esiste più, ma ancora dal punto di vista dei collegamenti è come se il muro di Berlino non fosse mai caduto”.

A questo proposito, il 2 luglio scorso a Ravenna si è tenuto un incontro tra le istituzioni italiane - nazionali, regionali e locali - e quelle croate, al fine di sviluppare questo progetto. “Occorre guardare ad Est – prosegue Mirra - sviluppare il turismo con le località oltre il mare come stanno già facendo alcuni imprenditori, pensando alla creazione di una porta verso la nostra realtà. In Croazia arrivando molti turisti dai nuovi mercati dell’Est desiderosi di visitare l’Europa, ma non giungono fino a noi. Per favorirne l’arrivo dovremmo potenziare i collegamenti da costa a costa. Finora è stato sviluppato il tragitto Rimini-Croazia, ora invece dovremo puntare a potenziare il contrario. Dobbiamo dare dignità a questo trasporto, favorendo nel porto di Rimini l’istituzione di un’area destinata al trasporto marittimo, attualmente nel molo di levante, rendendola idonea ed avvicinandola al piazzale Boscovich”.

L'Emilia Romagna Lines è la compagnia marittima romagnola che da 4 anni collega ogni estate i porti della regione, compreso quello di Rimini, con gli scali croati di Rovigno, Lussino e Zara. Oltre ad offrire dei soggiorni completi di sistemazioni, è possibile anche trascorrere una sola giornata a Rovigno rientrando a casa la sera stessa.

 

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