SANTARCANGELO Un Santo davvero globale

RIMINI - Notizie Santarcangelo - mer 05 nov 2008
di Stefano Cicchetti
[{Martino è patrono e dà il nome a migliaia di centri abitati in tutto il mondo} Tantissime le feste popolari dell’11 novembre] San Martino è di gran lunga il Santo più popolare del mondo, onorato non solo dai cattolici, ma anche da ortodossi e copti. Nella “sua” Francia vi sono ben quattromila chiese a lui dedicate. Migliaia di paesi e villaggi portano il suo nome in Europa e nelle due Americhe. In Italia sono oltre una cinquantina i centri urbani che lo hanno eletto a patrono; nella provincia di Rimini sono Riccione e Monte Colombo. Ovvio, dunque, che l’11 novembre sia una ricorrenza importante un po’ dappertutto. Nel Sinodo di Macon (585), era stato deciso addirittura che in Francia sarebbe stata una festa non lavorativa. Ancora oggi, i bambini delle Fiandre e delle aree cattoliche della Germania e dell'Austria partecipano a una processione di lanterne. Spesso un uomo vestito come Martino cavalca in testa alla processione. I bambini cantano canzoni sul santo e sulle loro lanterne. Il cibo tradizionale di questo giorno è l’oca. Secondo una delle molte leggende che lo riguardano, Martino era riluttante a diventare vescovo, motivo per cui si nascose in una stalla piena di oche; il rumore fatto da queste rivelò però il suo nascondiglio alla gente che lo stava cercando. In anni recenti la processione delle lanterne si è diffusa anche nelle aree protestanti della Germania, sebbene le Chiese riformate non riconoscano il culto dei Santi. Stando all’Italia, tradizionalmente durante questi giorni si aprono le botti per il primo assaggio del vino novello, che solitamente viene abbinato alle prime castagne. Un tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Giosuè Carducci: {“La nebbia agli irti colli piovigginando sale..” } Ad Ascoli Piceno c’è la tradizione di riunirsi, la sera dell’11 novembre, in famiglia o tra amici per mangiare carne di maiale alla brace e caldarroste, sorseggiando vino novello: per alcuni la festa avrebbe addirittura origini longobarde, essendo nata durante l'occupazione della città nell’alto medioevo. A Castiglione in Teverina (VT), come a Clusone (BG) e Marcianise (CE), San Martino dà luogo a sagre gastronomiche a base di vino novello, olio, funghi e castagne. A Leffe (BG) fin dal 6 novembre la basilica dedicata al Santo viene decorata con luminarie e archi trionfali, il paese si veste a festa e la sera del 10 una processione si snoda per le vie del centro, capeggiata dall'ancona d'oro della statua; durante la notte il Santo porta doni a tutti i bambini. A Quinto Vicentino nel fine settimana più prossimo alla ricorrenza si tiene una tradizionale festa contadina con rappresentazione di antichi mestieri artigiani in costume d'epoca. A Venezia i bambini hanno l'usanza di battere tra di loro oggetti che fanno tanto rumore, come pentole e coperchi, e di domandare a negozianti e passanti qualche spicciolo cantando {S. Martin xe 'ndà in sofita/a trovar ea nonna Rita/nona Rita no ghe gera/S.Martin col cùeo par tera/E col nostro sachetìn/cari signori xe S.Martin}; questo per poi comprarsi un dolce fatto a forma di San Martino.

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